Gli Orti dell’Architetto

Io sono molto affezionato a questo posto e parecchie delle idee di Ciboprossimo sono nate in quel posto, per cui mi piace molto “utilizzarlo” come stimolo. Sarà il luogo, le persone, l’aria, il paesaggio ma da lì sono venute parecchie considerazioni, pensieri e tanta teoria. Si sono fatte connessioni, passate informazioni e forse molte sono ancora rimaste inespresse e molte energie devono ancora espandersi. L’altro giorno, da uno “smartphone”, non vi dico perché ma è importante sapere che vengono dall’uso di quello strumento, mi sono giunte alcune foto delle quali vorrei raccontarvi qualche retroscena.

L’estate scorsa bazzicando tra un contadino e l’altro. Andando a fare la spesa nei loro mercati dove incontravamo degli strani  Robots come a Panicale,  ci siamo detti che era l’ora che dovevamo iniziare un percorso di “autosufficienza alimentare“. Parole grosse e poi con lo sguardo ironico con cui guardiamo alle nostre capacità, abbiamo dato un colpo di telefono al contadino che segue il giardino e su suo consiglio, in un mercato abbiamo comprato delle piantine di insalata e porri e da un altra parte i cassoni. Mario ha portato la terra da casa sue e sotto il suo sguardo vigile abbiamo scelto il luogo dove fare l’orto avendo come principio dirimente che doveva essere lontano da istrici e cinghiali e da tanti altri simpatici animaletti che, totalmente rispettati, banchettano sempre con quanto viene messo a terra.

Che ne dite? Ma la cosa più spettacolare è il posto che non posso farvi vedere tutto, ma che ci terrei a farvi intuire. Quello che vedete sullo sfondo è il Lago Trasimeno.

Finita l’estate sono rientrato in città. So che i porri e le insalatine sono cresciute e sono finite allegramente a tavola. E’ arrivata la raccolta delle olive con tutti i problemi che la produzione dell’olio si è portata dietro e di cui abbiamo parlato con un primo capitolo intitolato l’Olio dell’Architetto, un seguito quando le Olive sono arrivate al Frantoio e una fine ancora da scrivere perché, al netto di quelle finite da amici parecchie di quelle latte sono ancora lì. Arrivata la primavera quel mitico posto non poteva che produrre qualcosa di nuovo: evolvere, mettere a frutto quello che aveva imparato, quello che gli avevano raccontato ed ecco che cosa è successo.

Dove c’erano le zinnie, è l’unica foto contemporanea all’orto in cassoni, che potete ancora vedere sullo sfondo, ecco predisposto un bellissimo orto sinergico. Terra, canali di irrigazione a goccia e pacciamatura sono a posto. Manca ancora di seminare. Altre discussioni sono in corso, perché questo è a terra e non ho le foto di cosa può fare un cinghiale, ma vi posso assicurare che non sono certo quei divisori di legno a tenerlo a bada. L’architetto sa dei nostri scambi di semi  e ha sempre messo la preservazione della biodiversità in cima ai suoi pensieri.  Abbiamo parlato del Mandillo  che vorrebbero organizzare nella vicino Foligno. Sicuramente quando tornerò a trovarlo andremo insieme a Mondeggi.  Insomma, che dire un posto magico per tutti quelli che hanno a cuore i  nostri temi. Magari quello è un pò lontano, ma non è il solo. Chissà cosa succederà   quando passerò da Roppolo il 3 e il 4 di maggio. Lì ci sono altri amici e da come mi hanno descritto cosa stanno facendo credo che sia altrettanto stimolante e foriero di energia positiva.

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