Caselle in Pittari

L’imprenditorialità è al tracollo, le giovani coppie vanno via e decidono di far nascere i propri figli altrove, la qualità della scuola è al di sotto della media regionale, l’attrazione turistica è pressoché inesistente. É la triste analisi del territorio Cilentano snocciolata ieri mattina dall’ex ministro per la cooperazione Fabrizio Barca al termine dell’incontro organizzato a Vallo della Lucania per il riconoscimento delle aree interne del Parco Nazionale quali “Aree Pilota” della Regione Campania.

La decisione finale, che permetterà al Cilento di beneficiare dei fondi comunitari per la programmazione 2007-2014, arriverà solo il 22 luglio di concerto tra la Regione Campania e il Ministero dello Sviluppo ma è ”chiaro – ha ribadito Barca rivolto ai sindaci presenti presso il Centro della Biodiversità – che dovete convincerci ad investire nel Cilento. Fino ad oggi avete speso tante risorse comunitarie, ci sono state diverse cooperazioni tra comuni e tra pubblico e privato, non tocca a noi oggi valutarne i risultati ma la prima bocciatura arriva dagli stessi cittadini”. Con dati alla mano Barca ha parlato di una terra moribonda, dove i giovani scappano, l’imprenditorialità è al tracollo , l’agricoltura è abbandonata.

Il livello di istruzione nelle scuole cilentane, per le competenze dei bambini in italiano e matematica è il più basso della Campania, per non parlare del resto d’Italia. E ancora. Nei 27 comuni dell’entroterra presi in esame solo il 14 per cento degli abitanti ha tra lo zero e i sedici anni. Dato più preoccupante non c’è alcun segnale di interesse da parte dei flussi di stranieri a trasferirsi nel Cilento. Il confronto è stato fatto con aree interne delle Marche, Lombardia e Liguria che sono difficilmente raggiungibili come il Cilento.

Il voto complessivo delle persone che vivono e producono sul territorio è negativo. Barca si è rivolto soprattutto ai sindaci “Avete polverizzato i finanziamenti della comunità europea, prima partendo tardi e poi frammentandoli in mille interventi. La storia va superata. Se ne siamo convinti si vince altrimenti non si va da nessuna parte”. Carmela Santi (Il Mattino edizione Salerno)

Spero che abbiate guardato tutti i video interropendo la lettura del testo proprio dove erano messi. Sappiamo benissimo che non è il metodo con cui si leggono i post, ma per una volta fate uno sforzo. Sono due piani che vanno percepiti come tali e il tema che vorremmo affrontare è proprio sul come fare perché per una volta si compenetrino, si conoscano, entrino in sinergia e se non ci riusciamo con chi legge avremo poca possibilità che Fabrizio Barca si renda conto che esiste un Antonio Pellegrino e che ci sono delle esperienze territoriali che smentiscono quanto affermato. Nonostante che i video trasudino di complessità, di musica, di contenuti, di voci, di bambini che imparano, di come la tradizione debba bucare la modernità, di quali linguaggi debbano essere utilizzati oggi, di come aggregare su temi di sempre persone di oggi, di come i semi (antichi) contengano il nostro futuro; questi non riescono ad attaccare il piano di testo in corsivo, quello “ufficiale”.

Antonio Pellegrino è cresciuto con l’idea che bisognava emanciparsi dal mondo contadino dal quale proveniva, per questo, dopo il diploma, si trasferisce in Toscana, dove inizia a lavorare in una azienda che commercializza apparecchiature elettroniche. Fa carriera Antonio, diventa anche socio di quell’azienda. Ha in tasca una laurea in sociologia ma gli studi universitari da soli non sono bastati a creare delle condizioni di vita adeguate. Così torna a Caselle in Pittari, dove si iscrive alla pro loco e fonda la Biblioteca del Grano e per promuovere la coltura dei grani antichi si inventa il Palio del Grano. E’ la svolta. E nel 2011 fonda, insieme ad un gruppo di ragazzi, la cooperativa sociale Terra di Resilienza e oggi, a due anni dalla fondazione, in cooperativa lavorano quasi trenta persone impegnate su vari progetti.   Sarà un caso ma questa biografia di Antonio Pellegrino sembra essere una risposta puntuale ai temi posti da Fabrizio Barca: sta come i video al testo in corsivo.

I miei primi occhiali stampati in 3D 😉 #3DCip #Cip

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Nelle poche ore che ho passato a Caselle in Pittari ho avuto modo di conoscere Antonio: stava mettendosi a posto, con le proprie mani e l’aiuto della famiglia, la casa nel centro storico che andrà ad abitare tra qualche giorno, appena sposato. Ma ho incontrato anche Giuseppe Rivello e alcuni dei protagonisti delle avventure sopra citate. Si perché “partendo dai grani antichi” a Caselle c’è In Out Lab, un luogo “aperto”  di coworking, dove i giovani possono farsi degli occhiali con una stampante 3D e gli anziani indicare cosa nel passato avrebbero potuto fare questi strumenti.

Nella speranza che per una volta abbiate superato l’idiosincrasia dei lettori che leggono i post come se fossero pagine di giornale e non cliccano mai sui link, ve ne fornisco altri due veramente indicativi di cosa succede qua a Caselle in Pittari: Il Camp di Grano e La Notte del Lavoro Narrato. Seguite quei links!!! Pigiate quei bottoni: c’è la possibilità di partecipare e tutti insieme fare in modo che questi universi paralleli collassino l’un l’altro connettendosi  e germogliando come quei semi da cui sembra tutto partire.

Mi sono permesso questo invito all’azione, trascendendo i canoni tipici della scrittura, nella speranza che una occasione così ghiotta e compiuta come quella trovata a Caselle in Pittari non passi come una cosa tra le altre. Un territorio che lavora su se stesso passando per le tematiche più innovative, legate all’agricoltura, e dagli strumenti espressivi più incisivi, legati alle nuove tecnologie, deve essere da stimolo a noi di Ciboprossimo. Grazie a Cilento.Lab per averci connesso!!!

Nell’ufficio dei coworkers c’era anche Benedetta. Entusiasti mi hanno detto: fino a ieri era impossibile pensare che una studentessa milanese venisse a fare il suo tirocinio in queste terre!! Se da soli sono riusciti in questo che cosa riusciremo a fare tutti insieme?

Andiamo a vedere l’edizione 2014 del Palio del Grano? L’anno scorso c’era il nostro amico Margarita Teodoro di Civiltà Contadina.

Un pensiero su “Caselle in Pittari

  1. L’ha ribloggato su l'Eco Punke ha commentato:
    Un bell’articolo sul #Campdigrano, esperienza di alfabetizzazione rurale a cui ho partecipato l’anno scorso come campista e reporter. Quest’anno partecipo con il mio laboratorio di cosmesi rurale. Stay tuned!

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