Incontro con la Valcamonica all’Agriturismo San Faustino

Sabato scorso all’Agriturismo San Faustino in Valcamonica si sono incontrate alcune persone. Ecco il resoconto di quello che si sono dette.

Nicolino descrive brevemente  Papate uno spaccio a Km 0, la sua cooperativa sociale che ha un nome molto significativo  PA(ce)PA(pane)TE(rra).

Alessandro accenna a BioEtico, il loro spazio culturale a Pianborno, e pone subito l’accento sulla loro Scuola Libertaria della Valcamonica,  basata sull’educazione parentale.  In un agriturismo ci sono 18 bambini che hanno la possibilità di apprendere direttamente dai genitori. In questo percorso formativo è molto importante il rapporto con la terra per cui tra poco, Luca, il Tellin Camuno, a breve li introdurrà alla coltivazione degli orti. 

Paolo Erba sindaco di Malegno, comune del Bio Distretto della Valcamonica
Hanno già incontrato gli agricoltori del comune e analizzando il territorio hanno rilevato che è diviso in 330 particelle possedute da 250 persone. Bisogna partire da lì per poter recuperare i terreni che sono stati abbandonati ma è molto difficile superare le diffidenze di quelli che li possiedono perché temono di perdere il terreno se questo venisse assegnato per il recupero a qualcun altro. Questa è la vera sfida che va vinta senza avere soldi. All’interno del comune ci sono tecniche di coltivazione molto diverse e anche questo è un tema importante da affrontare. 

Agriturismo San Faustino - Incontro Biodistretto La Mappa della Valcamonica

Marzia Romano sindaco di Cervenocomune del Bio Distretto della Valcamonica
A differenza di Malegno vorrebbero partite dai terreni che sono di proprietà comunale e hanno individuato due cooperative che sono interessate al loro recupero. Collaboreranno strettamente con Malegno su tutti i temi legati alle tecniche colturali e al problema di strutturare un percorso che permetta anche di recuperare i terreni privati. 

Punto Ponte f&b si presenta come pagina e blog della Valtellina. GianMario Folini, operando come agente di sviluppo, a Ponte Valtellina ha, con l’associazione omonima, aggregato imprese, agricoltori e trasformatori sui temi della valorizzazione delle produzioni locali e sul recupero del borgo. Adesso sta dando vita ad una rete di imprese,  Potere allo Sciame,  per valorizzare prodotti identitari. Vorrebbero lavorare tra artigianato e agrigianato su qualcosa che sta tra il passato e il futuro. Stanno cercando imprese innovative, gestite da giovani e laureati, che vengano da saperi non direttamente connessi agli aspetti tradizionali e che in quanto tali siano in grado di portare innovazione.

Agriturismo San Faustino - Incontro Biodistretto Valcamonica Superficie Agricola Utilizzabile
Marco Lissi è presente come agricoltore della sua Azienda Agricola la Runa che vicino ad Erba produce ortaggi.

Sergio Gheza ha azienda di piccoli frutti ad Ossimo che si chiama il Lamponeto. Sono partiti nel 2001 quando non c’era questo fermento. Insegna musica, per cui se ce ne fosse bisogno sarebbe molto contento di dare una mano alla Scuola Libertaria. Conosce anche la Valtellina dove ha lavorato insegnando musica.  Sarebbe molto contento di fare rete con altre realtà.

Agriturismo San Faustino - Biodistretto Valcamonica Le Viti Riprendono i Terreni Incolti
Claudio Furloni, un abitante di ritorno a Malegno, si allontana dal tavolo da cui avevano parlato tutti gli interlocutori precedenti e si avvicina ai grossi fogli di carta da pacchi che tappezzavano la stanza. Su uno di questi è disegnata in forma molto stilizzata la Valcamonica. Partendo dalla cima, il Passo del Tonale, evidenzia le attività che compongono il territorio, siano esse agricole o meno,  e descrive con quali di esse è riuscito ad entrare in relazione. Il disegno della valle è interrotto da tre linee la prima che indica la metà geografica della valle e altre due che indicano la metà demografica della stessa. Ci fa notare che già nel 1988 il grosso della popolazione si era stabilito nella parte più lontana da Ponte di Legno fenomeno che si sta accentuando visto che nel 2015 questo limite si è spostando ancora più in basso certificando in qualche modo quell’abbandono delle montagne che è il vero problema che dovremmo affrontare.

Agriturismo San Faustino - Incontro Biodistretto Valcamonica Situazione Demografica

Racconta della presenza di reti di artigiani e si sofferma sula specificità degli impagliatori. Parla del recupero della vite e come questo sia avvenuto passando dal recupero dei terreni abbandonati. Spende parole entusiaste su alcune eccellenze produttive, mettendo tra loro Andrea Bezzi con il suo Silter e tutti gli altri produttori che stanno seguendo il suo esempio. Presenta i dati della Sau che sostanzialmente evidenziano la vocazione lattiero casearia  della produzione della Valcamonica.

A questo punto prende la parola Valentino Bonomi, il nostro ospite.
Illustra la sua attività di allevatore, utilizzando una razionalizzazione numerica che permette da un lato di descriverla e dall’altro pone le basi per ragionare sulle opportunità che una gestione diversa della filiera lattiero casearia potrebbe portare all’intera valle. Premette subito che il modello va approfondito da opportuni studi accademici e che la sua idea è solo di stimolare il dibattito su una possibile via da intraprendere.
Tra i grossi fogli appesi alla parete individua il paniere di una famiglia media milanese, suppone che corrisponda ad una famiglia camuna ed estrae da tutti questi dati il consumo dei prodotti che derivano dal latte.

Agriturismo San Faustino - Incontro Biodistretto Valcamonica Consumi Alimentari Famiglia Milanese

Prendendo come esempio un comune come Cerveno, ipotizzando che abbia 1000 abitanti, illustra un modello dove, raccordando i consumi pro capite con le quantità di latte che servono per produrli, ottiene da un lato il numero dei capi di bestiame che servono e i lavoratori che devono gestirli e dall’altro un valore indicativo del fatturato che questa attività porterebbe al territorio.

Il risultati ci dicono che una comunità di mille abitanti per soddisfare il suo fabbisogno di prodotti lattiero caseari dovrebbe avere circa 100 capi per avere 50 vacche da latte. Servirebbero due o tre famiglie che se ne facciano carico, ognuna delle quali dovrebbe avere almeno un dipendente generando quindi da 4 a 6 nuovi impieghi. Tutto questo ribadisce che è riferito solo al consumo interno alla comunità e si baserebbe sul territorio che lei rende disponibile, nello specifico le malghe di Cerveno. Raccordandosi con gli interventi precedenti, ricorda che tutte le terre che vanno dai 400 ai 600 metri di altezza, adesso abbandonate, una volta erano il pascolo delle vacche, bestie che ribadisce, devono produrre solo 15 litri giorno contro quelle che nelle stesse 24 ore, sono costrette a produzione monstre di 50/60 litri. E’ questo concetto di limite che deve guidare le nostre azioni portandoci a capire quanti animali le nostre malghe possono sopportare, quanto deve essere la loro vita media e così via. Se il territorio non ne può accogliere 1000 dovremo fare cose diverse. A tal proposito il sindaco di Cerveno precisa che il suo comune ha solo 652 abitanti.

Agriturismo San Faustino - Incontro Biodistretto Valcamonica Consumo Pro Capite 2013 Prodotti CaseariRicorda l’importanza di veicolare queste informazioni sia ai produttori che ai consumatori. Tutti queste simulazioni potrebbero essere informatizzate per fare capire come il cibo, un determinato tipo di cibo, possa essere il modello per creare comunità sostenibili. Valentino ribadisce che “pur avendo un’azienda agricola che mi soddisfa, credo che bisogna innovare e questo non può non passare se attraverso pratiche che includano i consumatori. La tecnologia aiuta anche gli agricoltori. Andrea Bezzi, prima citato da Claudio Furloni, ha acquisito molte informazioni inerenti ai benefici sul consumo di formaggi prodotti nelle malghe attraverso Internet, e adesso le usa come elementi di valorizzazione del suo prodotto. Tra qualche mese spariscono le quote latte e quindi ripensare la filiera lattiero casearia è un compito che va messo all’ordine del giorno. Anche nel settore del latte probabilmente i prodotti si divideranno tra quelli basati sulla ricerca della qualità e tutti gli altri che perseguono un ritorno economico basato su elementi quantitativi.”. Conclude il suo intervento domandandosi qual’è il significato del fatto che oggi in Valcamonica non è possibile acquistare latte fresco ma solo a lunga conservazione?

Agriturismo San Faustino - Incontro Biodistretto Valcamonica Analisi Consumo Prodotti Caseari

Claudio Furloni ricordando che ci sono 41 comuni in valle, provocatoriamente si chiede: ma in Valcamonica troveremo 2400 persone che vorranno fare gli agricoltori? Ripartendo dall’assenza di latte fresco, ricorda che stanno sparendo anche tutti i negozi di prossimità sostenendo che purtroppo le persone guardano solo al prezzo del prodotto soprattutto quando acquistano prodotti alimentari.

A proposito di limiti, interviene l’agricoltore del Lamponeto dichiarando che la sua attività è economicamente sana ed impiega solo 3000 metri quadrati di terreno. Ricorda che ha iniziato quasi per caso, curando i frutti di bosco di un altro.

Riprende la parola GianMario Folini sostenendo che i temi trattati sono comuni all’arco alpino ed appenninico e che tutti i ragionamenti fatti devono sempre partire dai dati demografici. Tra vent’anni il suo paese, Ponte in Valtellina, avrà metà degli abitanti attuali. Se questo avverrà, spariranno tutti i servizi comuni come la banca, la posta, i bar ecc. C’è un punto di non ritorno superato il quale questi processi diventano irreversibili. E’ nei PGT che devono essere collegati gli aspetti demografici al loro territorio. E’ lì che devono trovare risposte a domande come: sono in grado di fare nuova residenza? In Val Poschiavo hanno impostato le loro politiche territoriali introducendo delle compensazioni che capovolgono la prospettiva attuale, legata al consumo di suolo, privilegiando l’attività agricola. Se devono costruire una condotta per una centrale di pompaggio, la compenseranno con una rinaturalizzazione dell’alveo fluviale e se questa a sua volta comporterà un consumo di suolo agricolo, cercheranno di restituire quella terra agli agricoltori.

In queste valli, quando facciamo studiare i nostri figli, è come se gli dessimo un biglietto di sola andata per emigrare. Abbiamo prodotto 100 laureati e a Ponte ne sono rimasti solo 2. Rimangono anziani, persone legate alle attività turistiche come i ristoratori, persone con bassa scolarità e perdiamo tutti i giovani che hanno studiato.
Dobbiamo sapere con esattezza quante imprese sono nate sul territorio e soprattutto conoscere che cosa produrranno. Abbiamo censito i giacimenti come quello gastronomico. Le diverse filiere devono trovare le tradizioni su cui fondare le innovazioni. A Ponte abbiamo una struttura di ristorazione che deve essere qualificata con i prodotti del territorio. Nei fini settimana serviamo 500 pasti giorno e nei piatti serviamo essenzialmente sciatt e pizzoccheri fatti con prodotti che.vengono da tutto il mondo: sul territorio dunque non rimane niente. E pensare che produrre quei piatti con prodotti del territorio anziché con prodotti globali, costerebbe solo 60 centesimi in più a piatto. Ma i prodotti locali devono nascere da sementi locali. Questa manca proprio. Abbiamo fatto riaprire il forno a Ponte ma la farina locale, per produrre pane di segale, è insufficiente per soddisfare la domanda.  I giovani che abbiamo incontrato sono sensibili a queste tematiche ma perché diventino operativi bisogna che approfondiscano i temi legati all’agricoltura, venga agevolato l’accesso alla terra e l’accesso al credito. Ma tutto questo non sarebbe sufficiente se in valle non vengono create reti che, includendo agricoltori e trasformatori, diano struttura alla filiera agevolando il loro ingresso in questo mondo. Quando i panificatori di un territorio si impegnano a ritirare tutta la farina che verrà prodotta dichiarando a che prezzo questo avverrà, si creano quelle condizioni con le quali è possibile scommettere su un nuovo lavoro.  Abbiamo problematiche comuni e teme che la mancanza di negozi e di latte fresco sia un segno molto forte della crisi  della comunità.

Come nella favola di Cenerentola scocca mezzogiorno e tutti corrono via. Questo resoconto speriamo che si comporti come la scarpetta di cristallo e permetta a tutti di ritrovarsi per riprendere ed approfondire. gli stimoli che questa riunione ha sicuramente provocato.

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