G7 Agricoltura a Bergamo

Come spero tutti sappiate, il week end appena passato, ha visto raccogliersi a Bergamo i Ministri dell’Agricoltura del G7 . E’ stato un evento particolare perché la città ospitante ha colto l’occasione per concentrare dentro le sue mura tutti quelli  interessati a questi temi raccogliendo così, nella settimana che ha preceduto l’evento istituzionale, una serie di manifestazioni, convegni, workshops, seminari e corsi per sensibilizzare la cittadinanza,  veramente ampio e completo. Nel serpentone c’è stato per più giorni, anche un mercato contadino che raccoglieva molte realtà agricole della provincia. Il tutto era documentato dal sito appositamente creato agriculturabg. 

Ho potuto partecipare solo a tre eventi tra i molti proposti con livelli di realtà differenti, reale, virtuale e cartaceo dovuti a soggettivi e oggettive situazioni. Fuor di metafora: alla conferenza incontro #CambiamoAgricoltura ho presenziato dal vivo,  al Social Forum organizzato dalla Rete Bergamasca per l’Alternativa al G7, in virtuale grazie alla diretta streaming da loro organizzata. All’incontro con i ministri, non so perché, ma non mi hanno invitato e di quello che si sono detti ho dovuto accontentarmi della carta stampata.

Avendo questo disiquilibrio sulle fonti, perché anche il social forum ha fatto sì la diretta della parte comune dell’evento ma non quella dei tavoli tematici, quelli che hanno in realtà prodotto il lavoro vero,  preferisco porre l’attenzione non su quanto si sono detti ma su quanto, queste tre realtà, hanno promesso che faranno.

A proposito di fonti, terrei ben presente il report Fao 2017 “The state of food security and nutrition in the world” che sottolinea come il numero degli affamati nel mondo sia salito da 777 a 815 milioni nel 2016, di questi 155 milioni sono bambini e bambine.

Sapere cosa hanno promesso i ministri è facile: l’hanno ribadito su tutti i giornali e alla fine l’hanno messo anche sul sito del ministero.

  • TUTELA REDDITO PRODUTTORI DALLE CRISI CLIMATICO AMBIENTALI, MANDATO ALLA FAO
    – promuovere la tutela del reddito dei produttori, a partire dai piccoli, davanti alle crisi economiche e i disastri climatici. I Paesi G7 insieme a IFAD, WFP e OCSE hanno concordato di affidare alla Fao il compito di studiare un programma di azioni e individuare una definizione unitaria di evento catastrofico che oggi manca;
  • PIÙ COOPERAZIONE AGRICOLA CON AFRICA
    – aumento della cooperazione agricola, sviluppo delle partnership nella ricerca, del trasferimento di conoscenza e tecnologia. La zona prioritaria di intervento, anche in relazione al fenomeno migratorio, è il continente africano, dove il 20% della popolazione soffre di povertà alimentare;
  • MAGGIORE TRASPARENZA NEI PREZZI DEL CIBO
    – impegno a rafforzare la trasparenza nella formazione dei prezzi e nella difesa del ruolo degli agricoltori nelle filiere soprattutto di fronte alle crisi di mercato e alla volatilità dei prezzi. In particolare sui mercati locali si lavora a partire dalla Fao per dotare i produttori di strumenti che li aiutino nella definizione dei prezzi anche utilizzando big data e previsioni sull’andamento dei mercati;
  • BATTERE LO SPRECO ALIMENTARE
    – necessità di rafforzare le norme e le azioni per ridurre le perdite di cibo e gli sprechi alimentari, che oggi coinvolgono un terzo della produzione alimentare mondiale;
  • TRACCIABILITA’ PER SISTEMI PRODUTTIVI TERRITORIALI
    – adozione di politiche concrete per la tracciabilità e lo sviluppo di sistemi produttivi legati al territorio.

Il Documento di Chiusura del Social Forum si è concentrato di più sull’illustrare le tesi e i contesti di riferimento delle tematiche affrontate. E’ quindi assolutamente da leggere ma le dichiarazioni di quello che dovrà essere fatto “da domani” dai partecipanti al forum di  alternativa al g7 è più chiaro in questo filmato che riporta quanto deciso ai tavoli di lavoro.

Al minuto 37.20 del video parla Orazio del tavolo agricoltura della azioni concrete che possiamo fare.

Ci sono teste e persone che da domani, partendo dalle indicazioni di Gesualdi raccogliendo gli stimoli di tutte le realtà presenti sia locali che nazionali, degli agricoltori presenti, alcuni molto giovani, cercheranno di progettare delle azioni concrete.

Creare una “Scuola di Formazione Itinerante Politica per gli Agricoltori di Agroecologia Contadina“. Il titolo è nato aggiungendo tutte le parole che rappresentavano le istanze uscite dal dibattito. L’agroecologia è il termine fondamentale che sottointende la Sovranità Alimentare. La finalità è di andare incontro ad un contadino che sia libero dal mercato, dalla burocrazia e dalle sementi, quelle delle multinazionali, e diventi custode delle sementi rurali. Libero per avere autorevolezza, per ampliare conoscenze e per autocertificarsi. Propedeutico alla scuola è fare un percorso di decostruzione delle narrazioni dominanti dei potenti della terra. Scuola non solo per agricoltori in età adulta ma entrare anche nelle scuole al fine di innescare questi percorsi….

Costruire a Bergamo un CSA, una Comunità di Supporto all’Agricoltura per sperimentare nuove forme e modelli di organizzazione della produzione capaci di alludere ad un sistema sociale diverso. Una filiera corta strutturata che faccia riferimento alla garanzia partecipata, solidaristica tra produttori e consumatori che condividono il rischio di impresa. Attraverso l’educazione delle persone superare il concetto di mercato, di mercificazione del cibo. Vuol dire  pensare insieme, vuol dire fare autofinanziamento, vuol dire lavorare sui semi rurali, vuol dire prefinanziare le attività agricole partendo dal bilancio preventivo delle attività da svolgere creando un unico organismo dove il consumatore diventa co- produttore. Tutti nella stessa barca.

Per fare questo è importante fare rete. Vuol dire mettersi insieme partendo dal basso facendo riferimento ai networks già esistenti. Reti di piccoli agricoltori, dal convegno fatto a Mira dalle reti di Economia Solidale, le reti internazionali. Per fare rete bisogna che ci diamo degli obbiettivi comuni chiari come il cambiare la narrazione dominante e per fare massa critica. Siamo molto disgregati e spesso questo obbiettivo rimane solo nelle enunciazioni. Facciamo cose uguali, parallele ma lavorare veramente su cose che si fanno insieme lo si fa molto poco e con molta fatica. Per cambiare le leggi inique, per cambiare le normative europee sull’agricoltura, la legge sull’agricoltura contadina che non c’è, per cambiare  PSR (Piani di Sviluppo Rurale) bisogna fare massa critica. Se non c’è una vera forza d’urto non andiamo molto lontano.

Dobbiamo fare un grande movimento sociale perché non deve includere solo chi lavora la terra ma tutte le altre dimensioni della società a partire da chi lavora in altri ambiti, partendo da tutte le realtà esistenti partendo dall’idea di utilizzare una rete nazionale che c’è già dall’anno scorso, Nyeleni Italia. L’anno scorso c’è stato un convegno internazionale sulla sovranità alimentare. Per fare questo bisogna ripartire dalla formazione chiudendo il cerchio sulla scuola….

Il terzo evento, quello a cui ho assistito quasi integralmente, potrebbe essere l’anello di congiunzione tra i due di cui ho appena parlato in quanto #CambiamoAgricoltura si pone il tema di creare una coalizione tra tutti i soggetti sociali che rappresentano l’agricoltura, l’ambiente e il lavoro per fare advocacy presso Bruxelles per cambiare le politiche comunitarie agricole.

Buona parte  del convegno è stata spesa  per illustrare i concetti di agroecologia e del perché l’agricoltura convenzionale è dannosa per la salute dell’uomo. Molto interessanti sono state le testimonianze dei tre agricoltori, Alberto Massa Saluzzo, azienda agricola Terra e Vita, Giussago, Renata Lovati e Dario Oliviero, Cascina Isola Maria di Albairate, Andrea Messa, Filiera del Pane Bergamo, Grani Asta del Serio.

Mi sono allontanato durante il dibattito e sono tornato mentre prendeva la parola il Ministro Martina che nella sostanza ha propugnato l’idea che unendo le politiche di Ambiente, Agricoltura e Alimentazione sia possibile avere una posizione forte in grado di incidere nel dare risorse che rendano l’agricoltura più equa dal punto di vista della salute, dell’ambiente e che supporti i piccoli agricoltori. La sua sensazione che questa sensibilità ci sia e forse le dichiarazioni che abbiamo riportato a fronte della chiusura del G7 istituzionale ne sono la prima testimonianza.

Nell’oretta che ho abbandonato il convegno, sono sceso le scale e nel cortile c’era quell’evento sul Mandala fatto con i semi di Mais Antico . 

Spettacolare. Le molte varietà di sementi accatastate in piccoli cumuli, con una cerimonia molto suggestiva, hanno costituito un bellissimo Mandala. Ritualmente dei giovani hanno accostato manciate di semi l’una vicino all’altra costituendo un insieme bellissimo. I colori dei vari mais di cui abbiamo parlato, dal  Rostrato Rosso di Rovetta, al Nero di Esine, al giallo di Gandino assieme ai colori degli altri semi sono stati celebrati in modo veramente degno.

Ma anche i palazzi della politica hanno dovuto per una volta sussumere la bellezza della biodiversità. Le colonne del palazzo della Provincia di Bergamo erano coperte di pannocchie incantevoli e anche il famoso tavolo del G7 ha dovuto convivere con quanto la natura e l’uomo sono stati in grado di produrre.

Tutto quanto vi ho raccontato può essere paragonato ai vari mucchi di semi che pazientemente le vestali dei vari convegni hanno accumulato fino a costruire il Mandala del G7 di Bergamo. Lo scenario che è venuto fuori è sicuramente molto bello visto che tutte le voci hanno avuto modo di esprimersi e le promesse fatte sono veramente incredibili.  Tutti sappiamo per quale motivo vengono costruiti i Mandala. Questo è particolare perché fatto di semi. Vediamo come andrà a finire!!!

 

 

 

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