Campi Aperti – Una scelta di Campo per il Comune di Bologna

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A Bologna dopo oltre sei mesi di incontri e riunioni…
...dopo che un’autorizzazione della sovrintendenza, concessa per l’uso del portico del Baraccano per lo svolgimento di manifestazioni culturali da parte della nostra associazione, è stata “misteriosamente” smarrita negli uffici del Quartiere Santo Stefano…
…dopo che – nella città che regala a FICO 44 milioni di euro, più una serie di autobus- navetta sottoutilizzati – un lavoro di oltre tre anni con i cittadini della zona del Pratello per l’insediamento di un mercato contadino in piazza San Rocco viene mandato a monte con la ridicola scusa di una possibile “turbativa della concorrenza”…
…dopo che tutte le mail di sollecito e di richiesta di risposte sono cadute nel vuoto o hanno prodotto una serie di balbettii confusi e contraddittori…
…dopo l’ennesima affermazione (la prima risale a metà febbraio, l’ultima a metà maggio) secondo la quale “l’autorizzazione parrebbe che arrivi entro la fine del mese”…
…dopo che il mercato di Piazza Verdi è stato spostato per la quarta volta per far spazio all’ennesima versione del “Guasto Village” e, per la quarta volta, con un preavviso nullo o quasi e nella totale mancanza di indicazioni in merito alla modifica della disposizione del mercato stesso…
…CampiAperti decide di rivolgersi a chi il potere, a norma della costituzione, realmente dovrebbe detenerlo: il popolo.
Così, dai prossimi giorni, presso i nostri mercati, sarà possibile, per chiunque lo vorrà, firmare una “Delibera Dal Basso” che autorizza CampiAperti a svolgere il mercato all’interno del quadriportico di Vicolo Bolognetti 2.
Mercato che, previsto tra i progetti di partnership presentati dall’associazione Nata per Sciogliersi all’interno della proposta Back to Labas, risultata assegnataria degli spazi in oggetto fin dal dicembre scorso, ancora non può svolgersi a causa dell’incapacità – o della mancanza di volontà – dell’amministrazione a fornire le risposte e a predisporre gli atti necessari all’avvio di tale progetto.
Aspetteremo fino al 31 maggio che l’amministrazione comunale predisponga gli atti necessari, poi, se non giungeranno segnali tangibili di un cambio di atteggiamento, dopo affissione all’Albo Pretorio dal Basso, il primo mercoledì di giugno, il mercato di vicolo Bolognetti aprirà i battenti.

Quello che avete appena letto è il comunicato con cui Campi Aperti inquadra le attuali politiche cittadine  del  Comune Bologna. In modo neanche troppo velato, si sottolinea un cambio di tendenza volto a favorire chi il potere lo detiene verso chi ha sempre agito dal basso. Un cambio che favorisce l’istituzionalizzazione del rapporto con i cittadini  contro il privilegiare una progettualità ad ampio spettro in cui gli atti dell’amministrazione accompagnino con strumenti adeguati, chi ha una visione di cambiamento strutturale, che parte dall’inclusione di realtà diverse e con strutturazioni diverse. Far passare il tempo perché quello che c’è in essere scada o non dar atto a quanto promesso in altre forme è il modo di intervento scelto.

A tutto questo, in una forma innovativa e coraggiosa, che noi di Ciboprossimo ci sentiamo di condividere in toto, i cittadini rispondono autorganizzandosi emettendo loro la delibera a cui si atterranno nel rispetto del quadro legislativo vigente al netto dell’approvazione degli organi territoriali preposti. E’ un tentativo che va assolutamente supportato, andando al mercato e sottoscrivendo la delibera, nella speranza che la pressione di tutti permetta il ripristino di un rapporto con la politica che la veda al servizio delle comunità che dovrebbero rappresentare.

Dopo le foto che testimoniano, sempre che ce ne sia un ulteriore bisogno,  l’attività dei Mercati di Campi Aperti troverete il testo completo della delibera.

Bologna, addì 28/05/2018

Oggetto: auto-autorizzazione all’associazione campiAperti a rispettare la terra, la dignità del lavoro contadino, la qualità del cibo e dell’ambiente e a sostenere la socialità e le relazioni basate sul rispetto reciproco attraverso l’avvio del mercato biologico contadino in vicolo Bolognetti 2.

Le cittadine e i cittadini

Premesso:

– che in uno spazio reso disponibile alla città dal collettivo Labas, denominato ex Caserma Masini, in via Orfeo, nell’ambito di relazioni con i cittadini era attivo un pubblico mercato contadino gestito da CampiAperti : un’associazione di produttori e cittadini che sostiene l’agricoltura biologica contadina e il diritto delle comunità a decidere in merito alla produzione del proprio cibo, all’alimentazione e alla gestione dei territori con un percorso verso la sovranità alimentare passa attraverso la creazione di una relazione diretta tra chi produce e chi consuma, mediante l’organizzazione di mercati autogestiti e vede nell’autogestione il punto di partenza per la costruzione di sistemi produttivi che possano costituire un’alternativa a un sistema economico insostenibile,

-che CampiAperti, favorirsce l’agricoltura di prossimità, sostiene una produzione rigorosamente biologica/biodinamica e locale, legata alla territorialità, alla stagionalità del prodotto e controllata attraverso un sistema di garanzia partecipata. Un modello produttivo ed economico che, tutelando la salute, la qualità dell’ambiente e la dignità del lavoro e, attraverso un’economia di relazione, basata sulla solidarietà concreta tra consumatori e produttori, nonché sulla filiera corta, che contiene i prezzi e stimola la produzione di alimenti di qualità, si oppone al – socialmente ed ambientalmente – devastante modello neo-liberista;

-che tale spazio attraversato dai cittadini, residenti e non, è stato sgomberato nell’agosto 2017 senza offrire a tutte le esperienze che lo hanno attraversato una alternativa e che diverse iniziative sono state fatte nel periodo immediatamente successivo, compresa una raccolta di oltre 2000 firme a sostegno della richiesta di ri-apertura in tempi brevi del mercato di Campi Aperti.

-che il Comune di Bologna ha emesso un pubblico avviso in data 26/10/2017 per la gestione sperimentale degli spazi di vicolo Bolognetti 2 ,

– che in data 10/11/2017 l’ass.ne campiAperti ha inviato all’ass.ne Nata per sciogliersi una lettera di intenti sul progetto inerente l’avviso pubblico in cui si dichiarava l’adesione dell’Associazione in qualità di Partner al progetto presentato dall’Associazione NPS condividendo le finalità dell’iniziativa proponendo, all’interno del progetto in via di presentazione, l’organizzazione e gestione di un mercato settimanale di produttori agricoli, biologico e a km0 in continuità con l’importante iniziativa presente nell’ex caserma Masini,

-che il bando pubblico è stato aggiudicato dal progetto “Back to Làbas” proposto dall’associazione Nata per Sciogliersi nell’ambito della realizzazione del percorso del “Laboratorio cittadino di immaginazione civica dedicato al tema degli spazi”,

-che il progetto “Back to Làbas” è stato approvato dal Comune come uno “strumento di transizione e continuità delle attività sociali e mutualistiche innovative che il gruppo informale denominato Làbas ha svolto dal 2012 al 2017 presso l’ex caserma Masini di via Orfeo 46”,

-che il medesimo testo indica che del progetto fanno parte: un mercato biologico settimanale a km0, attività educative, scuola di italiano per stranieri, orientamento e assistenza gratuita per migranti, co working e formazione su temi alimentari, corsi di falegnameria, corsi di documentario, attività di vicinato e altre attività a cura delle singole associazioni partner del progetto,

-che, a seguito ell’esito del bando di evidenza pubblica, l’ass.ne NpS è entrata nell’area per svolgere le attività previste nel bando,

Tutto ciò premesso,
Considerato :

    • che nel febbraio 2018 campiAperti ha avviato contatti diretti con l’Amministrazione Comunale al fine di pervenire alla realizzazione di quanto previsto dal progetto approvato, chiedendo, ai fini della realizzazione del mercato contadino, in data 17 febbraio, nel corso di un incontro con rappresentanti del Comune e di NPS:
      1. l’accesso per carico/scarico alla piazza interna al quadriportico,
      2. i parcheggi per i mezzi,
      3. un rapporto diretto tra campi aperti e il comune nella gestione del mercato,

      chiarendo, per quanto riguarda la prima questione, che CampiAperti non ha alcuna intenzione di prendersi la responsabilità della violazione del vincolo posto dalla sovraintendenza sull’accesso al piazzale per i veicoli a motore,

  • che in tale sede veniva risposto che l’amministrazione si sarebbe informata nel merito del vincolo per poter studiare una formula scritta per l’autorizzazione dell’ingresso dei mezzi a motore nella piazza interna al quadriportico e che la risposta sarebbe arrivata tra lunedì e martedì seguenti (19 o 20 febbraio),
  • che per quanto riguarda i parcheggi il comune si era attivato per trovare 12/15 posteggi tra i parcheggi dell’università però dicendo che non sarebbero stati localizzati tutti alla clinica odontoiatrica, alla quale si accede da vicolo Bolognetti, ma tra i parcheggi in disponibilità dell’università nella zona circostante e che la risposta dell’università avrebbe dovuto arrivare entro 10gg (27 febbraio), visto che il consiglio era fissato per il seguente lunedì,
  • che in tale sede è intervenuto anche l’assessore, Lepore comunicando che il comune era disponibile ad istituire un canale diretto con CampiAperti e che CampiAperti la titolarità per fare mercato l’aveva dal momento che aveva vinto il bando per l’assegnazione del posto, quindi l’ampliamento del patto di collaborazione in vigore tra CampiAperti e Comune era una scelta percorribile ma che avrebbe avuto comunque dei tempi di realizzazione, quindi per iniziare subito con il mercato è stato consigliato a CampiAperti di sfruttare l’autorizzazione di 120gg fatta, in accordo con il quartiere, a labas per l’utilizzo di vicolo bolognetti.
  • che, permanendo le lacune sui punti relativi alla logistica, dopo ripetute richieste da parte dell’associazione CampiAperti, un nuovo incontro è stato fissato con i tecnici del comune, solo in data 4 aprile,
  • che in tale sede il funzionario del Comune ha informato CampiAperti che la Sovraintendenza si sarebbe dovuta pronunciare sull’autorizzazione al mercato “a brevissimo”, specificando, nel contempo, che non era noto, né per quanti banchi era stata richiesta tale autorizzazione, né per quanti banchi sarebbe stata rilasciata, né se avrebbero approvato il carico/scarico all’interno del cortile del quadriportico di vicolo Bolognetti, come richiesto dal comune,
  • che la domanda di autorizzazione in questione – per ammissione del funzionario comunale – è stata inviata in sovrintendenza senza averla mostrata ai diretti interessati (CampiAperti), nemmeno a posteriori e nonostante ne sia stata fatta richiesta, insistentemente, nel corso della suddetta riunione del 4 aprile,
  • che, sempre nel corso della riunione del 4/4, si affermava che per i parcheggi dei mezzi dei produttori, era stata individuata una soluzione, riservando una quindicina di stalli presso il parcheggio della ex- STAVECO , ma che l’amministrazione stava trattando con l’università per dei parcheggi in via Ranzani,
  • che, ancora in quella sede – in evidente contraddizione con quanto sostenuto a febbraio dall’assessore di riferimento – veniva messa in discussione la richiesta di CampiAperti di formalizzare, per la gestione del mercato, un rapporto diretto con il Comune, in quanto essendo stato vinto il bando da NPS, venivano individuati in quella organizzazione gli interlocutori dell’amministrazione,
  • che dopo una settimana dalla riunione è stata inviata, con una mail indirizzata sia ai tecnici che agli amministratori coinvolti, una prima sollecitazione, rinnovando la richiesta di un riscontro in merito alle tre questioni fondamentali che da Campi Aperti erano state sollevate durante l’incontro del febbraio e di nuovo nell’incontro del 4 aprile, per le quali non era ancora stata data nessuna risposta formale,
  • che, a distanza di una settimana dal primo sollecito, ne è stato inviato un secondo di pari contenuto, sempre via mail, stante la mancata risposta dell’amministrazione,
  • che a distanza di una ulteriore settimana, è stata inviata una terza ed ultima sollecitazione, facendo presente che CampiAperti, di lì a qualche giorno, si sarebbe riunita in assemblea per decidere in merito alla fattibilità di un mercato nel quadriportico di vicolo Bolognetti,
  • che anche a questo sollecito non è stato fornito riscontro se non tardivo e contraddittorio con una mail spedita dal funzionario in data 8/5, ad assemblea svolta,
  • che in data 11 maggio 2018, pertanto, CampiAperti ha scritto nuovamente all’assessore Lepore per comunicare l’urgente necessità di chiarimenti e l’estremo disagio e profonda delusione nell’aver ricevuto fuori tempo massimo questa risposta, oltretutto vaga, confusa e insufficiente, poiché da febbraio, ormai, erano in attesa, per poter avviare il mercato , di fare chiarezza sui punti rispetto ai quali i tecnici hanno fornito risposte evasive quando non contraddittorie,

 

Tutto ciò premesso e considerato,

Preso atto dell’impegno mostrato dall’associazione CampiAperti e dai suoi componenti nel porre all’attenzione dell’amministrazione comunale tutta la disponibilità necessaria per pervenire allo scopo, previsto dal progetto vincitore del bando, di realizzare il mercato contadino, come intento riconosciuto da disposizione del Comune,

Valutato che i tempi di risposta a tale percorso abbiano superato ogni possibile forma di concessione e o autorizzazione, a fronte della trasparenza dimostrata da CampiAperti , e pertanto altro non possa essere fatto che considerare questo percorso come assertivo e quindi riconoscere la necessità che il mercato abbia avvio,

visto:

-la Costituzione della Repubblica Italiana , art. da 1 a 5 e segg..,

-la Dichiarazione universale dei diritti della madre terra,

-la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo,

-lo Statuto di CampiAperti,

-lo Statuto del Comune di Bologna ,

-il dizionario per l’abolizione del condizionale usato come forma per procrastinare,

DISPONE

-che l’associazione CampiAperti avvii al più presto un mercato contadino nello spazio di vicolo Bolognetti 2, assegnato con bando pubblico all’associazione Nata per Sciogliersi, in attuazione, non più rinviabile, del progetto approvato in sede di bando, nel rispetto delle seguenti prescrizioni:

  • mettere a disposizione produzioni biologiche e locali, legata alla territorialità, alla stagionalità del prodotto e controllate attraverso un sistema di garanzia partecipata,
  • favorire l’agricoltura di prossimità, di una filiera corta, basata sulla vendita diretta da parte del produttore, contenendo i prezzi e stimolando la produzione di alimenti di qualità,
  • far trovare nei mercati il frutto di un’agricoltura sostenibile e dietro i banchi i volti di chi produce nel rispetto della terra ,
  • rendere consapevolezza il fatto che solo con un’agricoltura contadina non industriale è possibile ottenere la massima valorizzazione del lavoro umano e un reddito dignitoso per i produttori,
  • favorire la socialità e l’acquisizione del valore del bene comune, come elemento per fornire elenti di conoscenza e consapevolezza sugli squilibri del sistema economico neoliberista,
  • favorire la compartecipazione dei co-produttori ad un progetto di nuova economia che riduca lo spreco alimentare strutturale, insito nel modello agroindustriale, responsabile di buona parte delle emissioni dei gas di serra che stanno condannando il pianeta alla invivibilità da parte dell’uomo,
  • opporsi, proponendo alternative praticabili e positive, al proliferare dei supermercati e dei centri commerciali che, spersonalizzando l’economia, generano catene di sfruttamento del lavoro e dei lavoratori, schiacciano i produttori imponendo prezzi e standard di produzione, causano aumento dell’inquinamento a scala locale e globale, sottraggono libertà di scelta anche ai consumatori

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