A proposito di Un Orto a Milano ecco quel che son riuscito a produrre nel poco tempo di questo periodo un po particolare…spero possa andare bene…dare dei numeri senza sapere quanta superficie e che tipologia di orticole verranno coltivate é un po difficile…

Ho provato a “staccarmi” un po’ dalla mia esperienza aziendale/produttiva per immaginare un qualcosa di altro, di diverso che potesse inserirsi in questo progetto/percorso, in questo contesto agricolo/aziendale ma anche e soprattutto agricolosociale (intendendo questo vocabolo come esperienza che si innesta in un quartiere ma anche e in particolare In Milano e non nell’accezione di “passatempo” dato che l’imprenditore agricolo deve vivere del proprio lavoro).

L’immaginazione deve tener conto di un percorso e quindi di un futuro con delle tappe di crescita obbligate alla luce di quello che esiste oggi e di chi oggi lavora nell’azienda agricola.

La cosa che ho imparato fin da subito dedicandomi alla coltivazione di orticole in pieno campo, ma anche in tunnel, è che “bisogna esserci sempre” come i genitori con i bambini piccoli e quindi il percorso dovrà individuare nel medio breve periodo una persona che si dedichi a tempo pieno a questo primo appezzamento (io mi auguro che la superficie dedicata alla coltivazione di orticole possa crescere in futuro): possiamo immaginare che dall’orto/nell’orto sociale/didattico si possano creare le condizione per un percorso formativo da cui uscirà una persona che lavorerà nell’appezzamento delle orticole?

Possiamo immaginarci alcuni passaggi di sviluppo:

– TUNNEL CON APERTURE LATERALI (alcuni coperti con film plastico; alcuni con rete antigrandine – in un primo momento, poi tutti coperti con film plastico-) : indispensabili per non vanificare il lavoro – 10′ di grandine distruggono mesi di paziente e duro lavoro-; indispensabili per anticipare (inizio stagione/anno) e posticipare (fine stagione/anno) le coltivazioni; di grande supporto nella coltivazione di alcune colture (prezzo tunnel nuovo 8x40m 5.000,00€ circa)

– COLTIVAZIONE FIORI DA RECISO: mi piacerebbe replicare un’esperienza incontrata in Svizzera…potremmo definirla coltivazione “con raccolta responsabile/di civiltà”: coltivare i fiori a filari magari utilizzando – se non serve in altre situazioni agricole- la paglia dei cereali coltivati nei campi adiacenti come pacciamatura; le persone in massima libertà possono raccoglierli utilizzando dei piccoli coltelli messi a disposizione dall’azienda e li pagano inserendo i soldi in una bussola apposita; a inizio di ogni filare verrà posto un cartello con nome e prezzo del singolo fiore; i fiori che si possono coltivare e che non abbisognano di grandi cure potrebbero essere: tulipani,girasoli, gladioli, astri, zinnie, dahlie, iris, rudbeckia…

– COLTIVAZIONE ZUCCHE: una parte dell’appezzamento potrebbe essere dedicata alla coltivazione delle zucche: hanno bisogno di poche cure, una volta raccolte si conservano bene, la piantumazione o parte di essa puo essere fatta fare durante una giornata animata in cascina, ce ne sono di diverse varietà e colori; per le zucche si potrebbe organizzare una “vendita responsabile/di civiltà”: un gazebo, un banco, alcune zucche già prezzate, una bussola per inserire i soldi e nessun operatore presente…il gazebo lo si potrebbe mettere in un punto di passaggio delle persone e ogni persona acquista da sola. Consiglierei di coltivare zucche di medie piccole dimensioni – in maggior numero -, qualcuna un po’ piu grande e qualcuna ornamentale.

– COLTIVAZIONE ASPARAGI: si potrebbe piantumare due o tre filari di asparagi (consiglio di partire da piantine e non da zampe: si perde un anno di raccolta ma il lavoro dell’impianto é molto piu agevole): hanno il vantaggio di essere piuttosto rustici (si potrebbe pensare di coltivare anche i cosiddetti asparagi selvatici), abbisognano di poche cure e la raccolta é concentrata in un mese/mese e mezzo

– COLTIVAZIONE ORTICOLE: comincerei con una superficie ridotta per poi ogni anno aumentare; starei su ortaggi semplici sia da coltivare che da raccogliere (qui si potrebbe organizzare un “raccolta responsabile/di civiltà” assistita da un operatore e organizzata in giorni e orari definiti – almeno all’inizio…-): lattughe (la canasta cresce praticamente da sola, ma ce ne sono altre “autosufficienti”), zucchine e pomodori (si possono procurare semi particolari, se non ho letto male negli altri documenti), cetrioli, melanzane, peperoncini (per i primi anni eviterei i peperoni), finocchi, coste, barbabietole, qualche cavolo, alcuni radicchi. Direi di utilizzare il piu possibile piantine acquistate da vivaisti di fiducia e in un secondo momento pensare di fare la semina diretta. Ce ne sarebbero altri “semplici” ma si potrebbe cominciare con questi e poi tararsi ma anche capire com’é il microclima del posto e organizzarsi di conseguenza. Importante sarà la programmazione per evitare di avere troppo prodotto nel periodo in cui i milanesi abbandonano la città.

 

– COLTIVAZIONE FRAGOLE: sarebbe interessante poter realizzare questa coltivazione anche se piuttosto delicata e non cosi´ semplice come si potrebbe pensare

ALTRE IDEE: nel laboratorio/cucina che verrà realizzato si potrebbero attivare delle piccole lavorazioni/trasformazioni degli ortaggi e della frutta coltivata cosi da “allungare” la vita ai prodotti; far diventare una zona del terreno il luogo dove ogni anno si organizza la piantumazione di una pianta per tutti i nati nell’anno del quartiere; adotta una pianta: progettare un “piccolo” frutteto chiedendo l’adozione di ogni pianta e partire nella realizzazione del frutteto nel momento in cui si é raccolta l’adozione di almeno metà delle piante che si ha intenzione di piantumare (l’adozione va pensata e ben strutturata)

A proposito se avete bisogno di attrezzi andate da Terrateck aderiscono ad un programma “Mobilitazione collettiva per l’agroecologia”, che riunisce produttori, istituti tecnici e associazioni di produttori per far emergere i bisogni e fornire strumenti che li soddisfino concretamente.

Marco Lissi

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