Bonvesin Da La Riva – De Magnalibus Mediolani

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L’eccellenza di Milano per la fecondità del territorio e l’abbondanza d’ogni cosa utile agli uomini appare ormai chiara; ma la voglio spiegare in modo ancor più chiaro.

I. – I nostri fertili territori producono ogni sorta di granaglie: grano, segale, miglio, panico, onde si intride il paniccio, ed ogni genere di eccellenti legumi da cuocere, fave, ceci, fagiuoli, lupini, lenticchie, e il tutto in tanta copia che non solo basta a supplire al difetto di vettovaglie di cui soffre Como, ma ne avanza da mandare al di là delle alpi. Questa esportazione è stata da molti accertata, e nessuno potrà sospettare di essere ingannato quando pensi che più di trentamila paia di buoi sono impiegati nella coltivazione dei nostri territori. Si ricavan pure dai campi rape e navoni che offrono un cibo molto utile a ricchi e a poveri durante l’inverno, e si raccoglie un’infinita quantità di lino.

II. – Dai frutteti, dagli orti, dai campi, dalle vigne si raccolgono, a seconda delle stagioni, saporitissimi frutti d’ogni natura.

III. – Le ciliegie, così dolci come agiotte, e domestiche e silvestri, sono in tal copia che a volte se ne portano in città più di sessanta carri al giorno, e dalla metà di maggio fin quasi a quella di luglio si vendono in città a qualunque ora, Altrettanto dicasi delle prugne bianche, gialle, scure, amoscine, che in quantità infinita son messe in vendita, mature, dai primi di luglio sino ad ottobre. Quasi nel medesimo tempo che le prugne, cominciano ad apparire abbondanti le pere e le mele estive, le more e i fichi che si chiaman fiori; seguon le nocciuole domestiche, quindi le corne che più si confanno alle donne, le giuggiole e le pesche abbondantissime, fichi d’ogni qualità ed uve; un po’ di mandorle, nocciuole silvestri; di noci è un’abbondanza incredibile e i cittadini, cui piacciono, ne fanno un uso continuo durante tutto l’anno: le impastano triturate con uova e cacio e pepe e ne fanno un ripieno per le carni durante l’inverno; ne traggono un olio molto adoperato fra noi. Quindi tornan le mele e le pere invernali, e le mele cotogne di cui per tutto l’inverno ed oltre si cibano i nostri cittadini. E vengon le mele granate buone per gli ammalati. Si raccolgono uve d’ogni qualità che son mature verso la metà di luglio e si vendono sino ai primi di dicembre.

IV. – E ci son le castagne comuni e quelle nobili, dette marroni, abbondantissime in tutto l’anno, sufficienti ai cittadini e ai forestieri. Le nostre famiglie le mangiano cucinate in diverse maniere: le fanno arrostire verdi sul fuoco per mangiarle in fin di tavola in luogo di datteri, e, così fatte, hanno, secondo me, un sapore più gradito dei datteri stessi; le fan cuocere lesse e molti così le mangiano a cucchiaiate; oppure, così cotte, le fanno asciugare e le mangiano molto spesso in luogo del pane. Disseccate prima al sole e poi cotte a fuoco lento, si danno agli ammalati.
In novembre compare una grande quantità di nespole, che spiacciono ai biscazzieri rovinati. In parecchi luoghi del nostro territorio si raccoglie pure una discreta quantità di olive; e si raccolgon bacche di lauro che col vino caldo son buone per curare il mal di ventre.
Vi sono anche altre qualità di frutta, ma basti quanto ho detto. La nostra terra non produce datteri, né pepe né altri generi oltremarini; il che non mi dispiace giacché questa roba non nasce se non in luoghi aridi e infuocati.

V. – Gli orti danno, a seconda delle stagioni, copiosi e svariati legumi, cioè, cavoli d’ogni qualità, bietole, lattughe, atrepici, sedani, spinaci, prezzemolo, finocchio, aneto, cerfoglio, anice, nepitella, zucche d’ogni genere, d’orto e silvestri, aglio, porri, pastinace comuni, alfaneria che è una specie di pastinaca della cui radice si fa un ottimo e sano composto; borraggine, senape, croco [zafferano], liquerizia, erba cetrina, peplide, papaveri, marrobbio. malvavischio, anagallide, o consolido più grande, enula, ruta, dragontea, latticrepolo (scorzonera) o enula spinosa che un po’ triturata, fatta cuocere e bevuta col vino, si dice sia ottima medicina pel mal di ventre; issopo, che guarisce le infiammazioni di petto, e molte altre erbe medicinali. Anche salvia, menta, basilico, santoreggia, maggiorana e altre erbe odorose. Nei giardini tra l’erbe e il trifoglio sbocciano viole, rose ed altri fiori che dilettano la vista e solleticano l’odorato: fra gli altri la viola mammola, nunzia della primavera, diverse qualità di rose, la malva marina, gli occhi di Cristo e altri fiori variopinti. Vi abbonda la fragola dal bianco fiore e dal rosso frutto così gradita al nostro palato.

VI. – l prati irrigati da infiniti fiumi e ruscelli fecondatori offrono fieno eccellente, e oltre ogni credere copioso, a buoi, giumenti, cavalli, pecore e ad ogni altro genere di bestiame. Per darne una prova porto un esempio che sembrerà incredibile: il solo convento di Chiaravalle raccoglie ogni anno dalle sue praterie più di tremila carri di fieno, gli stessi monaci me lo hanno assicurato. Un’altra (Osa sembrerà incredibile, ma, poiché risponde al vero, secondo le affermazioni di quegli stessi monaci, la voglio dire: nel contado di Milano son tanti prati da fornire ogni anno più di dugentomila carri; e, poiché di questo fieno si pascono buoi, cavalli, muli ed asini, ma non certo uomini né cani, chi potrà mai immaginare l’infinito numero di quei quadrupedi? Né di solo fieno si cibano, bensì son condotti a pascolare fra erbe fronde, gambi d’orzo, rape ed altro. Le ville poi nutrono bestie da ingrasso e alimentano copiosamente le mense cittadine di latte, uova, miele ed altro ben di Dio. Forniscono anche molta lana ordinaria: quella fina si fa venire da fuori.

VII. – Le vigne numerose producono vini svariati, sì dolci che aspri; vini salubri, saporiti, chiaretti, bianchi, gialli, rosei o color d’oro, e in tale abbondanza che una sola famiglia può ogni anno raccoglierne più di mille carri, altre più di cinquecento, altre più di cento. Anche questo parrà incredibile che nel contado di Milano, negli anni buoni, si imbottano più di seicentomila carri di vino: così assicurano parecchi che, fatte diligenti indagini, sono convinti di non sbagliare. Vi sono molte città, ne son sicuro, nei cui territori tutte le viti insieme anziché produrre le vinaccie onde si preme il nostro vino, non sarebbero in grado di dare neppur quello di cui si ubbriacano i nostri beoni.

VIII. – E si noti che dalle nostre vigne si ricavano in un sol tempo, e in abbondanza, quattro prodotti utili agli uomini: primo il vino, secondo gli svariati frutti degli alberi ai quali vengono addossate le viti; terzo la legna da ardere che si raccoglie ogni anno colla potatura delle viti e degli alberi; quarto, il grano cd altri cereali utili al nostro nutrimento che nascono sotto le viti e le piante.
IX. – Le selve, i boschi e le rive dei fiumi producono legna di rovere per costruzioni e per molti altri usi, e legna da ardere in tanta abbondanza che, solo in città, se ne bruciano ogni anno più di centocinquantamila carri.

Bonvesin-Milano-1288

Bonvesin de la Riva e l’Archivio Storico di Milano testimoniano come da centinaia di anni Milano ha provveduto al suo fabbisogno alimentare in totale autosufficienza. Con Un Orto a Milano non abbiamo la pretesa di tornare a quei fasti ma semplicemente di riproporre il tema riportando a Milano le competenze, la conoscenza e i semi che l’hanno reso possibile. Quei campi non ci sono più, ma tornando ad avere agricoltori che sanno come farlo, l’intelligenza collettiva e la capacità di autorganizzazione di noi cittadini potrebbe fare scaturire quelle pratiche virtuose di cui abbiamo assoluto bisogno per attenuare tutti i problemi che le scellerate modalità colturali attuali stanno facendo all’ambiente.

Grazie a Luciano Giacché per il testo e a Marina Rotta per averci indicato di trarre le immagini dei territori intorno a Cascina Linterno dall’Archivio Storico di Milano.

Queste sono le fonti delle immagini del video e quelle di questo articolo

Territorio di Sella Nova e Uniti e Pieve Cesano Boscone , rilevata nell’anno 1722. 

Allegato alla Mappa Comune Censuario di Sella Nuova e Uniti, Comune di Corsico, rilevata nell’anno 1854. 

Comune Censuario di Sella Nuova e Uniti, Comune di Corsico, rilevata nell’anno 1865. 

Comune di Baggio sezione Sella Nuova, rilevata nell’anno 1897. 

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