Lockdown è una parola che non conoscevo, esattamente come Spread. Devo essere sincero, spero di non doverne impararne altre. Quelle che conosco evocano sensazioni migliori di queste che stanno imponendo gli ultimi tempi.

Rimanendo sempre in tema di parole credo che il detto “Se Maometto non va alla montagna, la montagna va da Maometto” rappresenti bene questo Lockdown dato che tutto quello che accadeva solitamente ha cambiato letteralmente di “senso”. Fisicamente, visto che chiudendo i mercati, non solo quelli contadini, hanno obbligato tutti noi a fare processioni nei supermercati. Visivamente, visto che chi aspettava le persone nei mercati per dargli la merce ha iniziato a portargliela a casa. Logicamente, visto che quello che si diceva a voce adesso si dice con i bit. Prosaicamente, visto che una volta si mangiava insieme, mentre adesso mangiamo isolati e deleghiamo a Zoom il trasporto delle nostre risate e dei nostri brindisi.

Migrant workers travel on a crowded bus as they return to their villages, during a 21-day nationwide lockdown to limit the spreading of coronavirus disease (COVID-19), in Ghaziabad, on the outskirts of New Delhi, India, March 29, 2020. REUTERS/Adnan Abidi TPX IMAGES OF THE DAY – RC2MTF9QDMAH

Purtroppo non tutto ha la leggiadria delle descrizioni fatte utilizzando questa metafora. Le decisioni prese dai governi per contrastare il contagio hanno bloccato moltissime fonti di reddito e quelle legate alla quotidianità, mangio quello che guadagno oggi, mangio se vendo quello che ho prodotto per oggi perché domani lo butto, stanno avendo degli effetti devastanti.

L’esodo, con tratti dalla dimensione biblica, degli indiani non garantiti che, perdendo quel misero lavoro precario, scappano subito in campagna perché altrimenti non avrebbero il loro pane quotidiano ne è l’esempio più emblematico. Meno rumoroso, ma più adatto all’opulenza dei nostri territori, dei nostri amici hanno dovuto lasciare le loro abitazioni perché senza contratto d’affitto non potevano fare autocertificazioni veritiere se avessero avuto bisogno di muoversi. Gli agnelli pronti al sacrifico pasquale che non trovano più la strada per la tavola, visto che hanno chiuso i banchi da cui partivano, è un’altro esempio dove la chiusura delle stagioni ha impedito il solito “muoversi” delle merci.

Se tutte le crisi possono essere analizzate attraverso la modalità con cui i soggetti che le subiscono reagiscono all’elemento che le caratterizza, possiamo senza ombra di dubbio individuare nella necessità di ripensare il come ci muoviamo, l’elemento chiave del Lockdown. D’altronde lo dice la parola stessa.

A livello di format distributivi, il trend maggiore si registra nei Liberi Servizi (+46,3%), nei Supemercati (+30,4%) e nei Discount (+22,5%). Iniziano a calare invece le vendite di Specialisti Drug (-18,9%) e Ipermercati (-3,7%). Per quanto riguarda l’eCommerce, il trend delle vendite di prodotti di largo consumo online da lunedì 9 a domenica 17 marzo è stato del +97,2%, in rialzo di 15pp rispetto al trend della settimana precedente. La crescita di queste settimane risponde anche alla nuova esigenza di consumare pasti esclusivamente in casa, date le restrizioni governative. Si accentua il calo dei format Cash & Carry, con un trend negativo del -44,7%, che sono il principale canale di approvvigionamento per gli operatori HoReCa (ospitalità/ristorazione). Questo canale potrà vedere una ripresa alla fine della quarantena, con la riapertura dei servizi di bar e ristorazione al pubblico.

Direi che il rapporto di Nielsen dal campo di battaglia ci dica senza ombra di dubbio come si è mossa la distribuzione alimentare e come questa sia influenzata dal grado di prossimità che il cibo ha rispetto al suo fruitore. E non pensiate che la produzione ne sia stata esentata. Eurospin ha continuato a fare le sue aste al ribasso cogliendo al volo la grassa occasione che le crisi offrono: chi è più debole lo sarà sempre di più.

Daily wage workers and homeless people eat food inside a government-run night shelter during a 21-day nationwide lockdown to limit the spreading of coronavirus disease (COVID-19), in the old quarters of Delhi, India, March 26, 2020. REUTERS/Anushree Fadnavis – RC2ORF9V369B

Mi scuserete l’irriverenza con cui evoco la novità, di un 30% di italiani “non user” che avrebbero scoperto il cibo Bio, utilizzando l’immagine di questi indiani costretti a mangiare in modo diverso durante l’esodo dalle loro città. La stessa fonte ci dice che il COVID-19 ha convinto un 15% degli italiani a consumare prodotti locali attraverso le consegne a domicilio della rete di Campagna Amica di Coldiretti o di quelle ancora più piccole o di vicinato.

Migrant workers walk along a road to return to their villages, during a 21-day nationwide lockdown to limit the spreading of coronavirus disease (COVID-19), in New Delhi, India, March 26, 2020. REUTERS/Danish Siddiqui – RC2RRF992GP2

E’ improbabile che Martina facesse riferimento a queste donne quando ha proposto “Raccolti a rischio? Facciamo come i francesi con un portale online di incontro domanda-offerta“. Ma un portale online non escluderebbe a priori neanche loro che, probabilmente, correrebbero molto più volentieri nei nostri campi di quegl’italiani, rimasti disoccupati o cassintegrati a causa dell’emergenza Covid-19, prospettati dall’ex-ministro dell’agricoltura. D’altro canto sbarcare il lunario per i braccianti agricoli non deve essere così piacevole, se in questi giorni Soumahoro Aboubakar, invita a sottoscrivere una raccolta fondi per i braccianti invisibili che Portano il cibo a tavola ma hanno fame.

Questo Lockdown ha rimesso dunque al centro il cibo con l’attrattività che solo lui può avere, visto che ci dà la vita e che dobbiamo confrontarci con lui tutti i giorni indipendentemente dalla crisi in atto.

Chi mi segue avrà notato che ho cercato di documentare quanto è successo a Bologna con i mercati contadini di Campi Aperti , le esperienze della Catalugna e i tentativi di lanci di e-commerce avvenuti in varie parti di Italia. Ho cercato anche di evidenziare che sarebbe necessario avere dei nuovi Attrezzi per cambiare il punto di vista, collegando il cibo ai trasporti, ma probabilmente l’urgenza di questi giorni permette solo di dare risposte immediate ai problemi quotidiani che sono veramente grandi e impellenti per troppe persone.

12/4/2020 Campi ha riaperto il Mercato

A proposito Campi Aperti ha riaperto il mercato rendendo disponibile l’acquisto ai soli soci e per un numero ridotto di consegne alla settimana.

12/4/2020 Le regole di apertura del Mercato di Campi Aperti

In attesa di tempi migliori, in cui sia possibile contestualizzare meglio i temi che il Covid-19 ha posto a proposito della distribuzione alimentare, riporto di seguito alcuni dei fatti che mi hanno colpito in questa “fase 1” del Covid-19, in modo tale che a tempo debito non sbiadiscano nella nostra memoria e possiamo utilizzarli per trarre qualche lezione.

12/4/2020 Ortociclo
11/4/2020 Fruttiamo la Terra consegna a casa
10/4/2020 Sulla comunicazione: intervista al biologo Rob Wallace
9/4/2020 Anche nella Fattoria della Piana gli animali continuano a fare latte
8/4/2020 Anche da Arvaia si può fare la spesa
6/4/2020 Ma gli orti andavano aperti?
6/4/2020 Questo lo metto qua perché sennò si perde
5/4/2020 I sogni dei braccianti invisibili
5/4/2020 Anche a Roma nuove solidarietà a partire da cibo
4/4/2020 Ma è possibile costruire sistemi agroalimentari sostenibili
4/4/2020 La raccolta fondi per i braccianti invisibili
3/4/2020 Anche il Mercato del Lorenteggio consegna a domicilio
2/4/2020 In Catalugna hanno chiuso i mercati contadini ma stanno ovviando al problema
1/4/2020 Il Fagiolo Magico ti porta a casa i semi?
1/4/2020 La predizione di Urbano Cairo. Conad su Repubblica
31/3/2020 Simenza consegna a domicilio
30/3/2020 Anche Cascina Selva consegna a domicilio
30/3/2020 Le processioni
29/3/2020 Anche Buonmercato consegna a casa
29/3/2020 E se rimanessimo senza case editrici?
29/3/2020 Ma i mercati contadini li riaprono?
28/3/2020 Urbano Cairo e l’opportunità data dal Coronavirus
28/3/2020 Il Mercato di Rebbio chiude e consegna a domicilio
27/3/2020 Il Governo liberalizza la vendita di piante, semi e fiori
25/3/2020 La petizione per riaprire i mercati contadini a Bologna
23/3/2020 Anche in Congo distribuiscono utilizzando Internet
22/3/2020 E’ vietato vendere piante e semi per orti
22/3/2020 Un inquadramento del tema mercati in tempi di Coronavirus
13/3/2020 Non possono entrare gli stagionali per raccogliere
11/3/2020 Il tema di Campi Aperti
8/3/2020 Con le donne del Benin che avevamo seguito anni fa
3/3/2020 Il Mercato di Rotterdam

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