La commercializzazione dei prodotti biologici ha un andamento positivo. In Spagna, la spesa per persona nel 2017 è stata del 12,58% superiore rispetto al 2015 e del 69% rispetto al 2012 (EcoLogical, 2018).
Il compito svolto per decenni da gruppi di persone sensibilizzate all’argomento – in particolare dal punto di vista dell’agroecologia – è stato utilizzato dall’industria alimentare per unirsi all’eco-avanguardia, con la creazione di catene di supermercati specializzate, negozi online e l’integrazione di prodotti sugli scaffali dei grandi supermercati. Il capitalismo controlla la maggior parte del mercato biologico utilizzando tutti i tipi di strategie: apertura di negozi di quartiere, attrarre clienti con offerte al di sotto del costo di produzione, sviluppo di marchi privati, campagne di marketing, ecc.

I dati più recenti confermano che tendiamo a concentrare gli acquisti negli spazi commerciali (il supermercato, con il 47,2%, è il canale preferito in Spagna), ma si osserva anche che Internet diventa gradualmente un canale rilevante. Nel 2018 è aumentato in volume del 13,6% e, soprattutto, in valore economico (+ 21,3%) rispetto al 2017. In breve, si articola un nuovo capitalismo di piattaforma – attraverso algoritmi e altri strumenti di controllo – come un elemento essenziale per influenzare i consumatori.
Nonostante la (nuova) minaccia che rappresenta Internet come canale di acquisto capitalistico, è anche un’opportunità per creare piattaforme di cooperazione agroecologiche che seguano i principi cooperativi e utilizzino le possibilità dei beni comuni digitali (conoscenze e tecnologie Open Source). Dalla pratica, identifichiamo come alcune organizzazioni hanno creato tecnologia che facilita l’acquisto di prodotti agro-ecologici; sono stati persino sviluppati strumenti che sono stati adottati da vari gruppi. La piattaforma OFN (Katuma.org) è l’iniziativa più rilevante. Costituita come una cooperativa, la governance è articolata dalla partecipazione di produttori, consumatori e sviluppatori tecnologici, l’Associazione Coopdevs, basata su principi cooperativi.

Open Food Network UK – 1180 Produttori e 595 Negozi

La piattaforma – creata sulla base dei beni comuni digitali – fa parte di un’infrastruttura tecnologica internazionale, Open Food Network (OFN) della Open Food Foundation, che diventerebbe la Wikipedia del settore agroecologico.
OFN ha attualmente istanze in Australia, Regno Unito, Francia, Spagna, Portogallo, Canada, Stati Uniti, Belgio, Scandinavia, Germania, Nuova Zelanda e Brasile.

Open Food Network Spagna e Portogallo – Katuma

Katuma, responsabile del capitolo di Spagna e Portogallo, sta mobilitando una parte importante del settore agroecologico che ha visto in questa piattaforma l’opportunità di costruire un proprio strumento per facilitare un cooperativismo agroecologico con una scala di maggiore impatto. Un buon esempio di ciò è il successo ottenuto nella campagna di microfinanza promossa dal Consiglio comunale di Barcellona e dalla Fondazione Goteo nel 2018.

Open Food Network France – Un minor numero di produttori ma moltissimi ordini

In breve, il movimento agroecologico del 21° secolo deve tenere a mente due elementi fondamentali in relazione alle abitudini dei consumatori e al fronte capitalista. Per aumentare l’impatto, sono necessari spazi commerciali più giusti e democratici, che siano contemporaneamente comodi e adeguati alle abitudini dei consumatori. Pertanto, è necessario promuovere supermercati cooperativi professionali. D’altro canto, tenendo conto della crescente tendenza all’acquisto di prodotti alimentari tramite Internet, i supermercati cooperativi devono incorporare le piattaforme digitali come elemento essenziale delle loro operazioni. In effetti, l’articolazione fisica di un supermercato può essere un elemento complementare alla distribuzione dei prodotti attraverso la piattaforma digitale. I costi di manutenzione di uno spazio aperto per l’acquisto al pubblico sono superiori a quelli di un magazzino di distribuzione; pertanto, la piattaforma digitale può essere uno strumento essenziale per aumentare il numero di vendite nel quadro del cooperativismo agro- ecologico.

Open Food Network – Perché utilizzarlo?

Quello che avete finito di leggere è la presentazione della situazione catalana, comparsa su un articolo pubblicato originariamente su Revista Agroecologica AE n.39/2020 (traduzione dallo spagnolo Ilio Amisano) che, Ricard Espelt, esperto di Digital Commons e di impatto economico-sociale delle piattaforme digitali, ci ha indicato come introduzione alla situazione di Open Food Network nel suo paese. A proposito, l’articolo che Ricard ha inviato, è solo la punta di un iceberg che stiamo approfondendo: COOPERATIVES DE CONSUM AGROECOLÒGIC DE PLATAFORMA.

Mi sono occupato molto da quando è partito il Coronavirus di sistemi distributivi ma, come accennavo nel precedente articolo a proposito del Lockdown, in questa prima fase del virus, tutto il mondo neorurale ha tamponato, con gli strumenti che aveva, l’aumento della domanda provocato dalla forzosa ristrutturazione delle abitudini di vita di noi tutti. Nessuno ha avuto la forza o meglio il tempo per pensare a cosa sta succedendo e a cercare di cogliere l’opportunità in tutta la sua potenzialità.

Proprio tutti? No. In tempi non sospetti un gruppo di persone, legato a chi ha richiesto l’articolo su OFN catalana, ha pensato di rendere disponibile anche in l’Italia, Open Food Network, la soluzione software open source di cui abbiamo parlato. Vi sarete accorti che nell’elenco delle nazioni che usano OFN manca l’Italia. Questa grave manchevolezza verrà colmata a breve e l’obbiettivo di queste mie righe era di rompere il ghiaccio facendovi toccare con mano questa preziosa realtà sbirciando cosa succede nelle altre nazioni.

Open Food Network Belgio – La Mappa

Avete capito che nella piattaforma digitale possono entrare tutti gli attori siano essi produttori, gruppi organizzati che negozi. Il workflow rende evidente il perché dell’esistenza di OFN: rendere visibile la propria azienda, (Profile), avere una vetrina per vendere i propri prodotti (Shop) o creare un Hub nel quale vendere i prodotti dei produttori presenti nella rete. Tutti i soggetti saranno rappresentati sulla mappa.

Open Food Network Australia – Punti Vendita

Potranno essere trovati da chi è interessato ai prodotti sostenibili. Gli attori che l’hanno richiesto (Shop e Hub) avranno la loro vetrina e potranno ricevere ordini dagli inscritti alla rete.

Open Food Network Brasile – Offerta di un punto vendita

L’applicativo ha tutte le funzionalità indispensabili. Si possono definire cicli di consegna con finestre di acquisizione degli ordini in giorni determinati. E’ possibile imputare le disponibilità di prodotto e impegnare di conseguenza le giacenze in funzione dell’ordinato. Si possono caratterizzare i prodotti per confezione e molto altro. Ogni produttore può essere associato a più punti vendita.

Open Food Network Canada – Elenco Produttori per Punto Vendita

Sorge dunque spontanea la domanda ma perché OFN è importante se, fondamentalmente non è altro che un e-commerce come quelli, anche open source, che esistono già sul mercato?

Perché permette di far emergere la comunità degli acquirenti consapevoli.

Dire a tutti che esiste un solo posto dove è possibile trovare i produttori, i negozi ecc. che vogliono produrre e consumare in modo consapevole sarebbe un segnale molto importante da dare al “mercato” come lo conosciamo. Altrettanto importante è che questa comunità usi strumenti costruiti da lei e che è disposta a contribuire per mantenerli.

Questi strumenti hanno prezzi accettabili per tutti e, anche in questo periodo di necessità di strumenti adeguati, il produttore, il negozio non meccanizzato, avrebbero una soluzione ai propri problemi, tecnica ma soprattutto comunitaria. Questo secondo passaggio è fondamentale. Gli utenti, i consumatori che si iscrivono alla piattaforma sono comuni per tutti i distributori per cui tutte le sinergie che si verranno a creare da i due lati della filiera corta valorizzeranno l’intero ecosistema.

L’avere un software open source gestito da una comunità che condivide i tuoi stessi interessi è un vantaggio incommensurabile. Il fatto che sia disponibile in rete e sottoscrivibile come servizio, senza costi di installazione e di acquisto di hardware è importantissimo.

Questionario NetComm fatto dal 17 marzo al 23 marzo 2020.
Sono stati proposti due differenti questionari: uno indirizzato alle aziende che vendono al
consumatore finale (merchant) ed uno per le aziende di servizi BtoB.

Il momento è propizio visto che si è assistito e si assisterà ad un forte impulso dell’e-commerce, e persone di ogni età si stanno abituando a fare la spesa online con consegna a casa o con pickup nel parcheggio dello store. Dati recenti (Netcomm) ci dicono che il 75% degli acquirenti da siti di e-commerce non lo aveva mai fatto prima dell’emergenza Coronavirus.

Insomma faccio il tifo perché quei “cantinari” che stanno facendo la localizzazione vengano alla luce e ci dicano in modo palese che cosa vogliono fare e cosa noi possiamo fare per loro. Alla prossima….

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