Proseguendo l’indagine su quanto di innovativo è stato costruito in questo periodo siamo incappati in Merate e Dintorni Consegne a domicilio, il sito ideato da Santo Oliva e Noemi Gadaleta che secondo Lecco Notizie “vuole fornire la possibilità di effettuare spese on line con consegne a domicilio nei negozi di vicinato del Meratese” .

Siamo andati a vederlo e ne siamo rimasti piacevolmente soddisfatti. Come non esserlo? L’intelligenza e le competenze degli ideatori sono state messe al servizio di una comunità e grazie a queste, un sito professionale permette agli abitanti di una zona di raggiungere i propri negozi, essere informati di cosa vendono e in modo semplice immettere un ordine prenotando la merce che riceveremo tranquillamente a casa nostra.

Merate e Dintorni – Cascina Bagaggera

Avevo letto su Lecco Notizie che “Diversi negozi hanno già aderito: per iscriversi al sito (il servizio è gratuito) basta mandare una mail a info@red-made.com I consumatori non dovranno fare altro che ordinare dal sito: da qui l’ordine viene automaticamente inviato al negozio che prontamente si attiva per la consegna in base a quanto specificato nel profilo. Ogni negozio ha una pagina personalizzata con i campi specifici per gli ordini” incuriosito ho guardato chi erano.

Sono partito dalla frutta e la verdura e sono incappato in mia vecchia conoscenza Cascina Bagaggera. Direi che il servizio copre egregiamente le esigenze di assortimento di una spesa famigliare.

Merate e Dintorni – Bottega Monsereno

Fermandomi su un agriturismo ho realizzato, mea culpa mia grandissima culpa, che se volevo la frutta di uno e la torta salata di un’altro avrei dovuto fare due ordini separati, rispettare due minimi d’ordine e delle modalità di consegna che avrebbero potuto essere incompatibili.

Avrete capito che è solo una figura retorica perché è evidente che Merate e Dintorni è solamente da lodare per avere connesso gli abitanti ai suoi servizi distributivi. Per unificare la consegna avrebbe dovuto avventurarsi verso l’idea di supermercato online sulla scia di quanto ha fatto Macai ma, le due cose, non sono minimamente da paragonare per obbiettivi e risorse messe in campo.

Rispetto alle mie incursioni sulle Inversioni da Coronavirus è più innovativo quanto avviene a Merate o quanto fatto con il supermercato online? La verità come al solito sta nel mezzo. Come nuovo processo e come valorizzazione dei prodotti locali e del territorio non c’è dubbio che tutta la mia preferenza va ai meratesi. Ma l’ottimizzazione degli ordini e delle consegne del secondo è impagabile. Se però guardate che cosa potete comprare, dove tutto è simile ad Amazon Pantry, direi che bisognerebbe dare una mano ai volontari per fornire una soluzione che risponda si ai requisiti di vetrina, ma che includa anche una logistica senza intermediare la transazione.

Credo che sia ormai riconosciuto da tutti la minor efficacia che la centralizzazione dei ricoveri, soluzione lombarda, ha avuto nei confronti della scelta del Veneto, di mantenere a casa il più possibile i malati e ospedalizzandoli quando non era possibile fare altrimenti. Il Veneto comprendendo meglio il senso del distanziamento sociale ha trovato una soluzione tecnologica innovativa che ha fatto risparmiare molte vite umane. Una vera e propria Inversione da Coronavirus che Milena Gabbanelli sul Corriere della Sera, ci permette di approfondire, quando, mettendo a confronto le strategie delle due regioni rispetto alla fase 2, descrive il Cruscotto che usa il Veneto nella gestione del Coronavirus.

La situazione verrà monitorata da un programma potente e velocissimo, Il Cruscotto, messo in pista dalla Regione il 24 febbraio, subito dopo il primo decesso per Covid19 a Vo’ Euganeo, e attivo dall’8 marzo. Funziona così: su ognuna delle sette province del Veneto c’è un pallino rosso con il numero di contagi aggiornato di ora in ora. nicchi ed escono i Comuni, e per ogni Comune è visibile il dettaglio dei casi positivi. L’ultimo clic stringe il focus sui quartieri, con le vie e i numeri civici dove ci sono gli infetti. Spunta l’identità di ogni caso positivo e una lista di informazioni collegate: età, tessera sanitaria, medico curante, conviventi e, da ultimo, luogo e datore di lavoro. Una radiografia del soggetto, ordinata, capillare, inedita. Le persone mappate da questo sistema di geolocalizzazione oggi sono 18 mila, ma aumentano di giorno in giorno. Sapere dove abitano i positivi consente di identificare i loro contatti stretti, di scovare i micro focolai di contagio, e spegnerli sul nascere. La sorveglianza è stata accompagnata dalla politica dei tamponi diffusi, anche sugli asintomatici. Ora se ne fanno 12 mila al giorno, e grazie ad una quota di reagenti che l’ospedale di Padova si produce in casa, aumenteranno a 20 mila nelle prossime settimane. Molti sono già stati destinati ai lavoratori che tornano alle loro occupazioni. Per farlo sono stati incrociati i dati di tre archivi: l’anagrafe sanitaria per avere i numeri civici dei contagiati e dei conviventi, quella del personale sanitario, e il database di Veneto Lavoro, l’agenzia regionale che raccoglie le informazioni di tutti i dipendenti delle aziende e dei datori.

Sistema Mappatura e Sorveglianza in Veneto da DataRoom di Milena Gabbanelli per il Corriere della Sera

Se Merate fosse in Veneto, sulla scorta dell’esperienza del Cruscotto, sicuramente avrebbe la possibilità di approfondire il distanziamento sociale e potrebbe aggiungere alla sua vetrina un servizio di condivisione dei dati relativi agli ordinativi che i vari negozi prendono. Attaccando a queste informazioni un’ottimizzazione dei percorsi, utilizzando dei volontari per le consegne o stipendiando in maniera collettiva un disoccupato di questi giorni, avremo consegne uniche senza nuovi intermediari. Veramente un’Inversione da Coronavirus.

Non è una soluzione così lunare come il concerto su Fortnite. E’ già accaduto, proprio in questi giorni, che alcuni comuni del bresciano abbiano reinventato le loro filiere distributive in un modo non molto diverso da quanto accennato. Ma questa è un’altra storia e, visto che non possiamo allontanare altri comuni dalla Lombardia, ne parleremo tra qualche giorno.

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