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I coltivatori biologici potranno presto seminare le sementi delle popolazioni

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Il nuovo regolamento europeo sul biologico consentirà la commercializzazione, a partire dal 1° gennaio 2021, di sementi delle popolazioni sotto il termine “materiale eterogeneo biologico”. Al fine di precisare la definizione e i criteri per l’ammissione di questo materiale, la Commissione Europea deve adottare un testo (atto delegato), basato su sperimentazioni nazionali [1].

L’11 marzo 2014 il Parlamento europeo ha respinto il nuovo “Regolamento sulle sementi” presentato dalla Commissione europea, che proponeva, tra l’altro, “la possibilità di registrare le popolazioni eterogenee, nonché alcune deroghe per le microimprese, in particolare per quanto riguarda gli obblighi di registrazione delle varietà e di pagamento dei diritti” [2]. In seguito, il 18 marzo 2014, la Commissione Europea ha dato il via libera a una sperimentazione su larga scala per la commercializzazione di materiale eterogeneo di cereali [3]. Finora potevano essere commercializzati nell’Unione Europea solo sementi appartenenti a varietà che rispondessero ai famosi criteri DUS (distinte, omogenee e stabili [4]).

L’obiettivo di questa ” sperimentazione ” – non solo la coltivazione, ma anche la commercializzazione – era quello di vedere, tra l’altro, in che misura i criteri DUS potessero essere abbandonati e allo stesso tempo di verificare “se è possibile garantire l’identificazione delle popolazioni di particolari specie” e di definire i criteri. E vedere “se è possibile garantire l’identità del seme commercializzato come appartenente a quelle popolazioni e le informazioni all’utilizzatore”.

La decisione europea elenca una serie di condizioni da rispettare, in particolare la quantità di sementi in questione (che “non deve superare un certo limite [5], al fine di evitare l’emergere di un mercato delle sementi parallelo a quello stabilito conformemente alla direttiva 66/402/CEE”, la direttiva sulla commercializzazione delle sementi di cereali); e la natura del monitoraggio, della gestione e della durata (“almeno tre campagne”) di tali sperimentazioni.

Quattro anni dopo la decisione della Commissione che autorizzava tale sperimentazione, l’Unione Europea ha adottato un nuovo regolamento biologico nel maggio 2018 [6]. Questo regolamento prevedeva la possibilità di registrare varietà più adatte all’agricoltura biologica (AB) e di commercializzare sementi di “materiale eterogeneo biologico” (HBM). Ha rinviato i dettagli di questo regolamento agli “atti delegati” [7] che gli Stati membri devono adottare entro la fine del 2020, per l’entrata in vigore del nuovo regolamento AB nel 2021.

Sperimentazioni avviate in Francia

A seguito della decisione europea del 2014, il 20 aprile 2015 il Ministero dell’Agricoltura ha indetto un “Bando di partecipazione per una sperimentazione temporanea per la commercializzazione di sementi provenienti delle popolazioni di avena, avena forestiera, orzo, grano tenero, grano duro, farro e mais” [8] ; poi, a seguito del rinvio della data di conclusione della sperimentazione da parte della Commissione, il Ministero ha indetto un secondo bando nel gennaio 2019 [9], insistendo questa volta sul fatto che i risultati di questa sperimentazione sarebbero stati utilizzati per alimentare il contenuto degli atti delegati del nuovo regolamento europeo sul biologico.

Già nel 2015, l’Institut technique d’agriculture biologique (Itab) e altri partner [10] avevano attivato delle parcelle sperimentali di due popolazioni di grano [11].

Il Service officiel de contrôle et de certification (Soc) [12] e il Geves [13] hanno dimostrato che le due popolazioni testate potevano essere caratterizzate, con criteri non più basati su un solo individuo, ma su un campione di più individui della popolazione, per caratterizzarla in percentuale: ad esempio, il 70% della popolazione ha le spighe aristate, e il 30% non aristate.

Jean-Pierre Boucher, un agricoltore membro di Ubios [14], spiega l’interesse di questa sperimentazione dal punto di vista della caratterizzazione: “Megamix [una delle due varietà] è puramente un materiale sperimentale. La sua grande diversità fenotipica ha permesso, fin dal primo anno di sperimentazione, di superare tutti i criteri utilizzati per la DUS. E quindi ha permesso di fare progressi su nuove procedure di identificazione come la proporzionalità delle 7-12 caratteri selezionati dopo l’osservazione di una micro-parcella nel suo insieme.

Anche altri Paesi hanno effettuato le proprie sperimentazioni nazionali, in particolare l’Italia, con undici popolazioni testate in sei regioni. In totale, 35 popolazioni – una d’ orzo, cinque di mais, il resto di grano – sono state testate in sei paesi europei, e sono state commercializzate più di 100 tonnellate di sementi delle popolazioni [15]. Nel luglio 2018, la Commissione ha dichiarato che il 75% delle aziende sementiere e l’83% dei produttori erano microimprese, e che queste sperimentazioni riguardavano grano (82%), mais (15%) e orzo (3%).

Inoltre, nel 2017, la Commissione ha finanziato il progetto Liveseed [16] nell’ambito del programma di ricerca europeo Horizon 2020 [17]. Il suo obiettivo: sviluppare le sementi e la coltivazione biologica in Europa. 49 partner in 18 paesi europei (tra cui la Svizzera) partecipano al progetto per quattro anni (2017-2021), sotto il coordinamento generale di Ifoam-EU [18], e il coordinamento scientifico del Centro svizzero di ricerca nel biologico, FiBl.

Anche se il quadro è più ampio della semplice sperimentazione di varietà eterogenee definite nella sperimentazione temporanea del 2014 (vedi sotto), alcuni progetti di Liveseed sono in linea con gli obiettivi di questa sperimentazione, cioè la produzione, l’identificazione e la registrazione delle sementi di “materiale eterogeneo” di riproduzione biologica. I risultati del progetto Liveseed sono quindi in parte utilizzati anche per l’elaborazione del contenuto dell’atto delegato.

In conclusione, qual è la definizione di materiale eterogeneo nella nuova normativa sul biologico?

I risultati di queste sperimentazioni dovrebbero quindi essere utilizzati per redigere l’atto delegato (cfr. riquadro 1) del nuovo regolamento biologico sul materiale eterogeneo. Ma la definizione di materiale eterogeneo è più restrittiva nella decisione europea del 2014 su queste sperimentazioni rispetto al nuovo regolamento AB (vedi tabella e diagramma). Era quindi necessario assicurarsi che fossero utilizzati i risultati della sperimentazione del 2014, senza però limitarsi ad essi.

Quali sono le “popolazioni” dell’esperimento del 2014?Definizione dei semi nel nuovo regolamento europeo AB
La sperimentazione temporanea riguarda solo i cerealiIl regolamento copre tutte le specie coltivate
Non necessariamente biologico, nessun sistema di certificazioneProdotto biologicamente, certificazione biologica, nessuna certificazione “sementi” (DUS…)
Minimo di cinque varietà incrociateNessun numero minimo di varietà o di popolazioni parentali
Esposizione dello stock alla selezione naturaleNessuna esposizione obbligatoria dello stock alla selezione naturale
Limitazione della quantità di sementiNessuna limitazione della quantità prodotta
Con il nuovo regolamento europeo sul biologico, l’agricoltura biologica potrà utilizzare varietà prodotte biologicamente (quadrato giallo a destra) e materiale eterogeneo prodotto biologicamente (quadrato marrone a sinistra). La sperimentazione riguarda il materiale (quadrato bianco a sinistra) di cui la parte prodotta biologicamente può essere utilizzata anche nel quadro del nuovo regolamento biologico [19].

L’atto delegato della nuova regolamentazione europea sul biologico concernente il “materiale eterogeneo”

L’atto delegato del nuovo regolamento europeo sul biologico relativo ai “materiali eterogenei” consentirà di “stabilire requisiti minimi in termini di:

  • descrizione del materiale eterogeneo biologico , compresi i metodi di selezione e produzione interessati e il materiale parentale utilizzato;
  • requisiti minimi di qualità che devono essere soddisfatti dai lotti di sementi, tra cui l’identificazione, la purezza specifica, i tassi di germinazione e la qualità sanitaria;
  • etichettatura e imballaggio;
  • informazioni e campioni di produzione che devono essere conservati dagli operatori professionali;
  • mantenimento di materiale eterogeneo biologico , se del caso”.

Sperimentazione temporanea per la commercializzazione di sementi provenienti da popolazioni di avena, avena forestiera, orzo, frumento tenero, grano tenero, grano duro, farro e mais“, secondo bando per progetti (AAP2018).

In Francia, è la Commissione inter-dipartimentale del CTPS [20] [21] dedicata all’agricoltura biologica (Cisab) che si riunisce per proporre e reagire sul contenuto dell’atto delegato sul materiale eterogeneo. L’atto delegato dovrebbe essere adottato nel marzo 2020. Sembra che rimangano ancora alcune controversie, in particolare sul “controllo di qualità delle sementi, o sulla nozione di “regione di produzione”.

Il Ministero dell’Agricoltura precisa a Inf’OGM che tutti i contributi ricevuti, tanto dalle associazioni quanto dalle aziende sementiere dell’organizzazione interprofessionale, hanno insistito su “criteri ampi” di ammissione, posizione che difende anche, contro quella di “alcuni Stati membri [che] volevano (…) ridurre il campo delle specie o i criteri di ammissibilità”.

Per quanto riguarda l’industria delle sementi, alcuni temono che una definizione troppo imprecisa di questo materiale eterogeneo possa portare ad un uso “fraudolento” di varietà certificate, come le generazioni F2, F3… di varietà ibride F1 per esempio. O ancora, quello che considererebbero pirateria se un agricoltore utilizzasse un miscuglio di varietà ancora distinguibili… anche se la nuova normativa biologica specifica che questo materiale “non è un miscuglio di varietà…”; e che la sperimentazione del 2014 ha anche specificato, per il materiale eterogeneo, l’obbligo di “scomparsa delle piante delle varietà originarie” o di “popolazione (…) che non contiene più delle varietà”.

Dalla parte dei coltivatori biologici, alcuni sperano che l’atto delegato preveda l’obbligo di tre-cinque anni di selezione in biologico. Infatti, sostiene Jean-Pierre Bouchet, membro di Ubios, una cooperativa che commercializza sementi biologiche, ” dopo gli incroci per ottenere un nuovo HBM, bisogna aspettare cinque anni per vedere la popolazione stabilizzarsi geneticamente. L’esposizione alla selezione naturale favorirà quindi alcune genetiche rispetto ad altre. Gli individui più adatti diventeranno predominanti di anno in anno. Gli altri, invece, possono scomparire. Tuttavia, Thierry Mercier, agricoltore ed ex presidente dell’Itab [22], sottolinea che su questo periodo di selezione in biologico, “c’è un vero e proprio dibattito sull’evoluzione obbligatoria della semente secondo le condizioni di milieu [ndt: insieme delle condizioni fisiche, chimiche e biologiche], di coltura, e quindi l’identificazione in relazione alla localizzazione e alla variabilità fenotipica evolutiva. (…) Potrebbero esserci varianti della popolazione di partenza, in pura logica con lo spirito della misura, indicando come minimo in ogni campionamento, il luogo, quindi il moltiplicatore e l’anno di produzione”.

Infine, secondo il Ministero dell’Agricoltura, “la difficoltà principale è stata l’identificazione del materiale. Gli altri Stati membri partecipanti sembrano aver abbandonato l’idea di individuare questo tipo di materiale sul campo, in quanto per sua natura eterogeneo e destinato ad evolversi”. La possibilità di tracciabilità è essenziale per evitare le frodi, ma più difficile da ottenere che per una varietà DUS [23]. Infatti, se è sufficiente una pianta per identificare una varietà, sono necessarie più piante per identificare una popolazione.

Da qui la necessità di nuovi strumenti di identificazione, basati sulle tre origini delle sementi identificate dal progetto Liveseed: selezione degli agricoltori (locali, ad esempio Rouge du Roc [24]); popolazioni dinamiche (mescolanza di cultivar su più stagioni, poi evoluzione naturale e adattamento alle condizioni locali. Esempi: spinaci nei Paesi Bassi o lattuga in Germania [25]) e popolazioni incrociate (CCP: varietà provenienti da diversi incroci la cui progenie è stata mescolata. I CCP provengono da centri di ricerca [26]. Esempio: grano saraceno di Inrae a Rennes [27]).

Per ognuna di queste categorie, il progetto propone di caratterizzare cinque dimensioni [28]: origine, regione di coltivazione, metodo di selezione, caratteristica fenotipica e tracciabilità.

E il progetto Liveseed definisce alcune raccomandazioni generali per l’atto delegato sulla definizione di materiale eterogeneo (cfr. riquadro 2).

L’atto delegato come visto da Liveseed

Liveseed propone che l’atto delegato sulle sementi del nuovo regolamento europeo sul biologico soddisfi i seguenti criteri: procedura di notifica semplice; nessuna proprietà intellettuale che limiti l’uso del materiale; piena trasparenza nel processo di ottenimento e di selezione; l’ottenimento, la selezione, il mantenimento e la moltiplicazione delle sementi devono essere effettuati in condizioni di biologico certificato; i metodi di ottenimento e di selezione devono essere conformi ai principi del biologico; anche il materiale parentale deve essere ottenuto con metodi di selezione conformi ai principi del biologico; applicabile a tutte le specie coltivate; nessuna restrizione sulla quantità di sementi; etichettatura che indichi la destinazione delle sementi e la responsabilità del produttore.

“Il materiale eterogeneo biologico non sarà incluso nel catalogo delle varietà”.

Se si tiene conto di queste raccomandazioni, il progetto Liveseed è fiducioso. Nella conclusione di uno dei suoi documenti [29], afferma: “il ruolo degli organismi di certificazione [biologica] sarà essenziale per facilitare la disponibilità di informazioni di tracciabilità, senza sovraccarico di documentazione, nonché per certificare lo sviluppo biologico [di materiale eterogeneo]. (…) Impegnarsi in un dialogo aperto con le autorità nazionali per garantire che il processo di notifica rimanga semplice, come previsto, è importante e garantirà l’effettiva attuazione del regolamento e degli atti delegati associati”.

L’atto delegato su questo materiale sarà quindi adottato a breve dalla Commissione e poi “il Parlamento e il Consiglio hanno in generale due mesi di tempo per formulare eventuali obiezioni”. Se non hanno obiezioni, l’atto delegato entra in vigore” [30].

Ultimo punto: questo nuovo “materiale eterogeneo biologico” farà parte del catalogo delle varietà? No, dice il Ministero dell’Agricoltura a Inf’OGM, perché “non essendo una varietà, il materiale eterogeneo biologico non sarà ovviamente inserito nel catalogo delle varietà”. Tuttavia, “ogni Stato membro terrà un elenco di materiale eterogeneo biologico autorizzato alla commercializzazione, seguendo l’esempio del catalogo delle varietà. La Francia spinge per la creazione di un elenco europeo consolidato”. Va notato che l’attuale catalogo francese comprende molti elenchi (c e d, in minuscolo), che riguardano varietà vegetali che sono varietà da conservazione (elenco c) o senza valore intrinseco (elenco d) [31]. Questi elenchi accettano una tolleranza di variazione del 10% di fuori-tipo [32] [ndt: per”fuori tipo” si intende qualsiasi seme o pianta che non fa parte della varietà in quanto si discosta in una o più caratteristiche dalla varietà descritta]: in altre parole, la famosa omogeneità non è più la regola. Tuttavia, da un lato, non esiste un equivalente di questi elenchi c e d per i cereali; dall’altro, la nozione di popolazione (non definita legalmente) non è totalmente sovrapponibile a quella di materiale eterogeneo (definita legalmente). Alcuni attori sostengono quindi la creazione, nel catalogo francese, di un nuovo elenco specifico per includere questo materiale eterogeneo biologico .

Traduzione dal francese di Vittorio Bica dell’articolo Les bios pourront bientôt semer des semences de populations di Frédéric PRAT
2 marzo 2020

[1] Voir notre article Inf’OGM, « L’Union européenne s’ouvre aux semences de populations », Frédéric PRAT, 2 mars 2020

[2Inf’OGM, « UE – Le Parlement européen rejette en bloc le règlement semences », Frédéric PRAT, 12 mars 2014

[3] Décision 2014/150/UE du 18 mars 2014 « relative à l’organisation d’une expérience temporaire impliquant l’octroi de certaines dérogations en vue de la commercialisation de populations des espèces végétales blé, orge, avoine et maïs conformément à la directive 66/402/CEE du Conseil. »

[4https://www.infogm.org/faq-variete-distincte-homogene-stable-dhs

[5] Cette limite est fixée à « 0,1 % des semences de la même espèce produites au cours de cette période dans l’État membre participant  » (Décision 2014/150/UE, article 12).

[6Inf’OGM, « Semences hétérogènes en bio, le diable dans les détails ? », Frédéric PRAT, 16 juillet 2018

[7] La Commission prépare et adopte des actes délégués après consultation de groupes d’experts composés de représentants de chaque État membre. Les citoyens et les autres acteurs concernés peuvent donner leur avis sur le projet de texte d’un acte délégué pendant une période de quatre semaines. Une fois que la Commission a adopté l’acte, le Parlement et le Conseil disposent en général de deux mois pour formuler d’éventuelles objections. https://ec.europa.eu/info/law/law-making-process/adopting-eu-law/implementing-and-delegated-acts_fr

[8« Expérimentation temporaire de commercialisation de semences de populations d’avoine, avoine rude, orge, blé tendre, blé dur, épeautre et maïs ».

[9https://info.agriculture.gouv.fr/gedei/site/bo-agri/document_administratif-63a88e2d-a42b-4346-859d-c96dc7728f5a

[10Inf’OGM, « L’Union européenne s’ouvre aux semences de populations », Frédéric PRAT, 2 mars 2020

[11] CCP YQ et Mégamix, Ibid.

[12] Service officiel de contrôle et de certification (Soc), voir notre article.

[13] Geves : groupement d’intérêt public officiel assurant l’expertise sur les nouvelles variétés végétales et l’analyse de la qualité des semences.

[14] Ubios est la marque commerciale de UBS (Union Bio Semences), union de coopératives qui produit, certifie et commercialise des semences 100 % bio.

[15] Allemagne, Danemark, France, Italie, Pays-Bas et Royaume Uni, voir en p.6-7 de MS2.8 ‐ Main outcomes and SWOT of existing experiments of heterogeneous populations commercialisation in the EU.

[16Projet Liveseed.

[17] Financement à hauteur de 7,5 millions d’euros de l’UE, et 1,5 million d’euros de la Suisse.

[18] Ifoam : International Federation of Organic Agriculture Mouvement, Fédération internationale des mouvements d’agriculture biologique.

[19https://www.liveseed.eu/wp-content/uploads/2020/01/LIVESEED_D2.8_heterogeneous_material_toolbox.pdf en p8.

[20] Comité Technique Permanent de la Sélection.

[21Inf’OGM, « Inscrire une variété végétale au catalogue : la galère ! », Frédéric PRAT, 18 octobre 2017

[22] T. Mercier est aussi membre du conseil d’administration d’Inf’OGM.

[23] voir p.9 de https://www.liveseed.eu/wp-content/uploads/2019/07/LIVESEED_MS2.8_heterogeneous_material_marketing_May_version_internal-document.pdf

[24] Obtention paysanne de Jean-François Berthellot, paysan dans le Lot-et-Garonne.

[25] voir p.11 de https://www.liveseed.eu/wp-content/uploads/2020/01/LIVESEED_D2.8_heterogeneous_material_toolbox.pdf

[26http://www.itab.asso.fr/divers/FichesVarietiesBlegu12-15.pdf

[27] voir p.12 de https://www.liveseed.eu/wp-content/uploads/2020/01/LIVESEED_D2.8_heterogeneous_material_toolbox.pdf

[28https://www.liveseed.eu/wp-content/uploads/2020/01/LIVESEED_D2.8_heterogeneous_material_toolbox.pdf

[29] p.15-16 de https://www.liveseed.eu/wp-content/uploads/2020/01/LIVESEED_D2.8_heterogeneous_material_toolbox.pdf

[30https://ec.europa.eu/info/law/law-making-process/adopting-eu-law/implementing-and-delegated-acts_fr

[31https://www.geves.fr/catalogue/

[32https://www.infogm.org/faq-catalogue-officiel-semences-varietes-france-europe

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