Come rappresentare un sistema collaborativo?

Come annunciato con Consigli sentitissimi per i regali di questo Natale: un cavolo tutti i siti di Ciboprossimo sono stati riallineati nella grafica e fanno tutti riferimento al nome della società benefit che è ciboprossimo.net.

Il blog ha mantenuto il suo nome ciboprossimo.org perché stiamo ancora cercando di perseguire lo scopo che quest’avventura, di ormai quasi 12 anni, si era prefisso: costruire una banca dati pubblica che metta in relazione tutti quegli abitanti che, indipendentemente dal loro ruolo, tengono alla sopravvivenza del nostro pianeta.

Affiché i dati siano pubblici sarebbe bene che fossero di tutti, per statuto. Purtroppo costituire una fondazione, alla base di quell’idea, si è dimostrato impossibile, per varie ragioni che in parte non sono state superate e che potrebbero ripresentarsi ora nonostante tutto il tempo speso.

Volendo raggiungere quell’obbiettivo è giusto domandarci dove siamo arrivati e cosa dobbiamo fare per proseguire.

Il primo strumento del quale ci siamo dotati è locali.ciboprossimo.com. Se ci andate scoprirete che c’è un form di registrazione che vi invita a provare in modo gratuito che cosa possono fare gli operatori economici per dare il loro contributo alla salvezza del nostro pianeta. Il sito è conforme agli standard di posizionamento attuali, quindi è stato trovato, come ci auguriamo possiate fare anche voi, dall’Osteria due cuori.

Visto il sito, hanno compilato la richiesta di registrazione, noi li abbiamo contattati e abbiamo invitato la Scuola Ambulante di Agricoltura Sostenibile ad intervistarli per approfondire quanto stavano facendo. L’invito non è casuale. Volendo costruire un sistema che fa entrare in contatto tra loro quelli che condividono un certo sogno, non è Ciboprossimo che certifica chi entra ma sono le descrizioni dei terzi che presentano i partecipanti l’uno all’altro, permettendo a ciascuno di conoscere l’altro attraverso quello che si dice di lui.

L’intervista è stata aggiunta a quello che chiamiamo santino o seed. Questo strano oggetto non è nient’altro che un elenco degli articoli che i terzi scrivono su un operatore economico e diventa, come la parola cerca di evocare, quello che identifica un soggetto nella rete.

In questa fase di partenza siamo noi a stimolare la creazione di informazioni ma, come potete constatare voi stessi, nel seed esiste anche un’altro articolo di un soggetto a noi ignoto fino ad oggi. Successivamente le segnalazioni dei link ai contenuti arriveranno dall’esterno, qualcun altro troverà utile produrre altri contenuti e segnalarli. Inoltre una valutazione oggettiva verrà dal numero di relazioni che i soggetti interessati attivano e dalla loro rappresentazione.

Post sulla pagina di Ciboprossimo

Essendo il nostro seed un oggetto scambiabile in rete, la prima cosa che abbiamo fatto è un post sulla nostra pagina Facebook creando così un’opportunità per tutti di conoscere sia l’Osteria due cuori che la rete stessa visto che, navigando il santino, è possibile conoscere altre parti dell’ecosistema stesso. Il seed può essere scambiato anche con un bot Telegram creando altre connessioni a partire dal luogo in cui ciascuno si trova in un determinato momento, ad esempio viaggiando.

Fondazione Slow Food – Montagne Biellesi Slow Food Travel

Volendo creare un sistema relazionale fino ad ora abbiamo utilizzato alcune forme di rappresentazione di legame tra soggetti diversi. Quello territoriale è uno dei più usati in rete: è ormai consuetudine trovare mappe che contengono soggetti che hanno una qualche relazione tra loro. Quella che vedete è Slow Food Travel Montagne Biellesiun’associazione che abbiamo scoperto proprio nell’intervista che avevamo commissionato. Magari le ragioni saranno diverse ma quello che vedete è molto simile a quello che potrete trovare in questa rappresentazione del sistema relazionale di un Areale la struttura che abbiamo introdotto in ciboprossimo.net per descrivere i legami che connettono tra loro soggetti diversi. Magari non ci avete pensato ma anche gli areali hanno i propri santini.

Se state ancora leggendo, siete probabilmente tra quelli che ci possono dare una mano, prima a rispondere alla domanda che questa infernale descrizione sta cercando di impostare e poi a sviluppare quello che verrà fuori dalla proposta di soluzione a quanto ci saremo domandati.

La domanda è molto semplice: venendo in contatto con gli strumenti che abbiamo testé elencati avete almeno avuto la sensazione di partecipare alla costruzione di una rete del cibo di prossimità in Italia?

Secondo noi, no. Nella migliore delle ipotesi vi sarà sembrato di guardare un clone, per certi versi incomprensibile (perché chiedere ad un terzo di scrivere un articolo?, perché creare un santino?), di Slow Food Travel Montagne Biellesi. Un clone tra l’atro molto debole perché manca l’afflato comunitario che evoca l’immagine di benvenuto del loro sito.

D’altro canto è quello che possiamo far vedere prima che qualcuno decida di iscriversi a locali.ciboprossimo.net. Gli operatori devono essere identificabili con loro coordinate aziendali dato che poi utilizzeranno l’applicazione per scambiare merci tra loro anche se in forma disintermediata. Perché questo possa accadere dobbiamo superare due barriere. La prima: dobbiamo parlare di qualcosa i benefici della quale non si possono godere se non si vi si entra. La seconda è che per entrare l’identificazione è piuttosto complessa come potete osservare voi stessi guardando questa immagine.

Noi diciamo che vogliamo costruire un whatsApp del cibo di prossimità in Italia ma, se vi ricordate, whatsApp non avete dovuto cercarlo come sito in Rete, come sembrerebbe essere il nostro caso. L’avrete scoperto con un messaggio (un SMS) che vi avrà inviato un vostro amico quando ancora non l’avevate e poi, una volta concesso all’applicazione l’accesso alla rubrica telefonica, avete subito chattato con i vostri conoscenti. Tutto questo è stato possibile perché tutti sappiamo che cosa sia un SMS e tutti siamo identificati in modo univoco dal nostro numero telefonico. Chi usa whatsApp è ontologicamente in rete: non c’è bisogno di nessuno che gli spieghi quali vantaggi può trarre dall’esserlo.

Se la domanda è chiara la risposta non può che passare dall’uso degli strumenti predisposti per partecipare a costruire quella rete evocata. E’ evidente che tutto questo è vero se il presupposto iniziale rimane confermato: l’Italia ha bisogno di una rete di questo tipo?

Crediamo però che per rispondere a questo ultimo quesito bisogna prima tentare, e per tentare dobbiamo rispondere all’altro come evoca benissimo il nostro amico Escher.

A proposito, la home page di ciboprossimo.net ci dà comunque un po’ di coraggio visto che tutti i numerini, che accompagnano tutti gli operatori ivi rappresentati con il loro santino, indicano le relazioni che hanno già stabilito tra di loro. Questo è avvenuto con gli strumenti che vi abbiamo sin qui descritto. Quindi rispondere ai quesiti posti in questo articolo aiuterebbe quanto stiamo già facendo, integrandolo ma non sostituendo il paziente lavoro dal vero che noi, come Ciboprossimo, stiamo già facendo da mesi. Insomma superata quella porta, il whatsApp del cibo di prossimità italiano, c’è e funziona direi allegramente.

Ringraziamo in anticipo chiunque voglia contribuire a questa sfida. Se siete interessati non esitate a contattarci per parlarne: sarete i benvenuti.

Foto immagine di copertina by Kaleidico on Unsplash


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