Come

La capacità di ciascuno di individuare e segnalare prodotti, acquistarli, apprezzarli e farlo sapere agli altri produce informazioni che, se correttamente modellate ed analizzate, sono una potente leva al servizio della realizzazione di una filiera alimentare orientata ai bisogni realmente espressi.

Se le informazioni  rimangono di proprietà della comunità che le ha prodotte ed è questa disponibilità a garantire la libertà e la qualità dell’accesso al mercato, chi acquista o vende prodotti avrà la garanzia di partecipare ad un mercato basato sui principi della filiera corta.

Inoltre, se la partecipazione delle persone è stimolata dal senso di appartenenza, c’è bisogno di un soggetto nel quale si possano riconoscere e che attragga coloro che ne condividono gli obiettivi ideali e vogliono contribuire alla loro realizzazione.

Per questi motivi abbiamo costituito un Comitato, un ente no profit snello e leggero, come primo passo di un percorso che raggiunga tutti questi obiettivi. Con il Comitato si può lavorare per creare quella comunità che, riconoscendo questi temi come centrali, sarà in grado di costituire un soggetto in grado di garantire che la proprietà delle informazioni sia di tutti i partecipanti.

Chiediamo alle organizzazioni private, alle associazioni di categoria e agli enti pubblici che condividono le finalità del progetto di partecipare secondo le proprie possibilità:  semplicemente con il proprio patrocinio per promuovere gli eventi, oppure offrendo supporto al fund raising.

Il nome, il logo, i siti, la presenza sui social network e soprattutto le attività sul territorio sono le pratiche con cui tutti possono contribuire alla realizzazione di una filiera corta dove possiamo conoscere il contadino che produce quello che mangiamo senza mediazione alcuna.